21 maggio 2019
Aggiornato 02:00
Guerra alla Russia?

L'Occidente sta combattendo con le armi del terrorismo la guerra contro la Russia?

L'aereo che trasportava il coro dell'Armata Rossa è caduto. O forse potrebbe essere stato abbattuto? Che fine ha fatto la superiorità morale della nostra civiltà?

BERLINO - Qualcuno, probabilmente, potrebbe chiamare in causa Machiavelli. Ma stando seduti dalla parte errata della storia, dalla parte di chi tenta di decostruire la civiltà. E’ la vaga sensazione che si respira in questi giorni di fine anno, seduti di fronte alle immagini televisive inerenti la tragedia dell’aereo militare russo «caduto», che ha provocato la morte di oltre novanta uomini, con relativa cancellazione del celebre coro dell’Armata Rossa. Il verbo «cadere», neutro, sposta la percezione verso una pudica fatalità che tende a coprire cogenti responsabilità occidentali, che deriverebbero dai ben più razionali «abbattere» o «sabotare». Ma i mezzi di informazione globali, gli stessi che insistono nel definire i terroristi dell’Isis «ribelli» o «insorti» quando combattono contro Assad e la Russia, pervicacemente resistono, e riconducono l’ennesimo attacco alla Russia nel campo della fatalità. «Errore umano o rottura», lo dicono senza crederci anche le massime autorità russe: probabilmente addestrate a non accettare provocazioni.

I valori occidentali morti negli attentati
Nella guerra che stiamo combattendo contro la Russia, una guerra senza senso, l’Occidente ha "piazzato" i seguenti colpi: abbattimento di un aereo con duecento turisti (2013), abbattimento da parte della Turchia, quando ancora era alleata degli Usa, di un aereo da guerra russo (2014), bombardamento dell’ambasciata russa a Damasco (2015), uccisione dell’ambasciatore russo (2016). Possiamo essere orgogliosi dei nostri colpi inferti al nemico? La Russia, per canto suo, ha bombardato a tappeto mezza Siria, riconquistando posizioni che l’esercito siriano aveva perso in favore dell’Isis, o Al Nusra. L’ha fatto senza nascondersi, a suon di artiglieria.

La longa manu dei servizi segreti occidentali?
La differenza, purtroppo per noi, è abbastanza evidente: a fronte di una bellicosità dichiarata e ristretta sui campi di battaglia della Siria da parte russa, la nostra civiltà sta rispondendo con le armi del terrore. Non si ha notizia di aerei di linea abbattuti, o ambasciatori uccisi a colpi di pistola di fronte alle telecamere di mezzo mondo, da parte della Russia. E pensare che tali gesti possano essere stati pianificati e attuati senza l’aiuto dei servizi segreti occidentali sarebbe alquanto ridicolo. La dottrina Kissinger, premio Nobel per la pace insieme a Barack Obama e altri "guerrafondai" statunitensi, dovrebbe averci premunito rispetto la superiorità morale dell’Occidente. Ma, in questi tempi recenti, in cui si giunge ad abbattere gli aerei dove viaggiano degli artisti riconosciuti in tutto il mondo, viene da domandarsi chi abbia raccolto lo spirito illuminista che dovrebbe caratterizzare la nostra cultura. Abbattere un aereo dove viaggia un coro musicale ha lo stesso sapore del rogo dei libri. Accettiamo, in ogni caso, che non sia la Russia di Putin a ergersi portatrice dei valori occidentali: la scarsa democrazia, l’assenza di diritti civili e sociali impediscono tale riconoscimento. Ma al momento, noi occidentali, ci stiamo macchiando di crimini che scaraventano la nostra civiltà dentro la pavida barbarie.

Perché la Russia è il nostro nemico? Nessuno lo sa
La nostra guerra contro la Russia, e in appoggio dell’Isis, è combattuta quasi esclusivamente contro i civili: da posizioni nascoste, a sangue freddo. A fronte di un attacco feroce e vigliacco, condotto per abbattere un simbolo culturale in cui si riconoscono decine di milioni tra uomini e donne, Valdimir Putin risponde con pragmatismo, accettando che l’Occidente si prenda una piccola vendetta: un fallo di reazione da parte di chi ha perso la partita. Non è chiaro perché stiamo combattendo questa guerra sporca contro un nemico che da noi non vuole nulla. Il 2017 è nelle mani di Vladimir Putin, della sua capacità di incassare questi crimini senza reagire: la storia ci sta portando di fronte alla tragica, e umiliante, condizione di dover riconoscere che la pace è nelle mani di un uomo ex agente del Kgb, mentre la guerra in quelle di uomini senza volto, dominati da un millenarismo fanatico e deuteronomico.