7 agosto 2020
Aggiornato 19:30
Domenica 10 milioni di greci alle urne

Varoufakis: ma quale Syriza, lancerò un movimento che sconquasserà l'Europa

Mentre il suo ex-«compagno» Alexis cerca di racimolare voti in vista di domenica, Yanis Varoufakis dice la sua dalle pagine del NYTimes. E parla di una proposta per salvare la Grecia sottoposta alla Trojka a marzo, subito bocciata e tenuta tenacemente nascosta...

ATENE – Quasi dieci milioni di greci, domenica, torneranno alle urne, dopo le dimissioni rassegnate dall’ex premier Alexis Tsipras in seguito all’accettazione dell’ennesimo piano di salvataggio «lacrime e sangue». La speranza del giovane ex primo ministro è che il popolo, coraggiosamente chiamato ancora una volta a decidere, rinnovi la sua fiducia a Syriza, nonostante il doloroso compromesso accettato e le spaccature interne al partito. Così, sospinto da una nuova campagna elettorale, Alexis ha ricominciato a promettere battaglie contro il «regime dell’austerità» – che pure ha prevalso nell’ultimo scontro –, escludendo rocambolesche coalizioni con i conservatori. Chi invece pensa che il tempo, per Syriza, sia scaduto è l’affascinante ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, che in un lungo editoriale sul New York Times, dice (di nuovo) la sua.

Vittime dell’austerità
Dall’inizio della crisi nel 2010 – ricorda – già due primi ministri greci hanno perso la poltrona sotto i colpi della tirannica austerità. Tsipras è il terzo. Il suo partito è spaccato, con 40 dei suoi membri fortemente ostili al piano adottato, mentre è silenziosamente, ma comunemente assodato (dallo stesso Schauble) che tale programma non sarà mai sostenibile ed efficace. A detta di Varoufakis, nessun piano sarà mai davvero risolutivo, fino a quando l’Eurozona non sarà disposta a riformarsi. E’ questa la sfida titanica che il prestante economista intende abbracciare.

Guerra tra elefanti
I pionieri della moneta unica – scrive Varoufakis – ancora non hanno stabilito se l’euro debba modellarsi sul regime aureo del periodo intrabellico (fondato su regole severe e poco flessibili, e dunque particolarmente pesante da sostenere durante una crisi), oppure sul modello di una moneta sovrana, come il dollaro (che richiede invece una flessibilità orchestrata da un’unione politica). Quest’ultima soluzione è ormai sostenuta dalla stessa Francia, ma bocciata dai tedeschi. Per Varoufakis, in effetti, ciò che ha fatto capitolare la Grecia è stato proprio questo: il piccolo Paese del Sud Europa è rimasto stritolato in una battaglia tra elefanti. Schauble aveva capito che, accettando condizioni più morbide per Atene, avrebbe perso forza agli occhi di Parigi. Il risultato del braccio di ferro è stata la capitolazione di Tsipras.

La proposta «segreta» di Varoufakis
Ma non è finita: a pochi giorni dalle nuove elezioni, Varoufakis rivela la proposta avanzata alla Trojka nel mese di marzo, e orchestrata in collaborazione con esperti tra cui l’ex Segretario per il Tesoro americano Larry Summers. Una proposta che avrebbe minato alla base l’attuale forma dell’Eurozona: perché avrebbe permesso di ridurre il peso del debito pubblico sulle finanze degli stati grazie a regole più flessibili. Questo avrebbe reso il debito greco adatto ad aderire al quantitative easing della Bce. Altre misure previste sarebbero state l’apertura di una bad bank e di una banca per lo sviluppo. Un piano per certi versi rivoluzionario, che lo stesso Tsipras non approvava perché consapevole che sarebbe stato vissuto dalla Trojka come atto ostile, e subito rifiutato e nascosto all’opinione pubblica.

Verso una nuova primavera?
In quel silenzio forzato, per Varoufakis, è finita la «primavera di Atene». Già da allora, è stato chiaro che l’«Europa degli Stati» non sarebbe ancora diventata l’«Europa della gente». Eppure, il prestante ex ministro ellenico non si arrende. La sua esperienza con Syriza è finita in modo deludente, ma presto contribuirà a lanciare un movimento di sinistra pan-europeo, che lavorerà per «portare la democrazia in Europa». Occorrerà tempo e fatica – ne è consapevole –; ma Yanis Varoufakis, lo si capisce a un primo sguardo, non è il tipo di arrendersi senza almeno averci tenacemente provato.