14 agosto 2020
Aggiornato 15:00
Elezioni Grecia, parla l'esperto

«Tsipras potrebbe cambiare l'Europa»

Secondo l'analista Riccardo Pennisi, il leader di Syriza, se vincerà, potrebbe innescare un effetto domino nei confronti degli altri Paesi europei e portare nel lungo periodo a una redifinizione degli equilibri

ATENE - Il «maghetto» Tsipras potrebbe farcela. Domenica prossima, dalle elezioni greche, potrebbe uscire vincitore un nuovo leader, carismatico, controcorrente, impavido, per nulla sprovveduto come forse talvolta ha lasciato credere. Anni di durissimi tagli alla spesa pubblica, un tasso di disoccupazione alle stelle (25,8%) e un'economia che è arrivata a contrarsi del 25% rispetto a sei anni fa hanno reso il popolo greco furibondo nei confronti della vecchia classe dirigente. Alla guida della Syriza, la coalizione della sinistra radicale, ex comunista e convinto nemico dell'impostazione pro-austerity di Bruxelles, Alexis Tsipras spera davvero di essere eletto – i sondaggi lo danno in vantaggio di 4-5 punti percentuali – per poter cambiare il suo Paese, e l'Europa. Soprannominato «Harry Potter» dal vice primo ministro Venizelos per quel suo fare promesse fantasiose e un po' troppo utopistiche («Tsipras promette il paradiso in terra senza sacrifici, un ritorno alla prosperità in una sorta di modo magico», ha detto), non sarà facile per lui realizzare un programma ambizioso e per certi aspetti rivoluzionario. «La paura è finita, la Grecia e l'Europa cambiano. Domenica scriveremo la Storia: non voltiamo pagina, cambiamo era» ha gridato il leader di Syriza in una piazza Omonia gremitissima per il suo discorso di chiusura della campagna elettorale. «Il nostro partito rispetta gli obblighi che derivano dalla partecipazione della Grecia alle istituzioni europee, ma l'austerità non fa parte dei trattati di fondazione dell'Ue». «Tsipras ha detto chiaramente che se vincerà non porterà il suo Paese fuori dall'euro, quindi dal punto di vista strettamente economico la sua vittoria non inciderebbe sull'Eurozona», spiega al DiariodelWeb.it Riccardo Pennisi, esperto di politiche europee e collaboratore di «Limes» e Aspen Institute.

Pennisi, quali potrebbero essere allora le conseguenze della sua vittoria?
Potrebbero verificarsi importanti cambiamenti rispetto agli equilibri di potere: dopo anni di grandi coalizioni in Europa tra partiti moderati di centro-destra e centro-sinistra, l'avvento di un partito radicale di sinistra potrebbe provocare incertezza e mettere in crisi il vecchio sistema.

Per questo fa così paura?
Sì, se Syriza dovesse riuscire ad imporre la sua linea, ambiziosa, di redistribuzione della ricchezza e lotta alle privatizzazioni potrebbe innescare un effetto domino nei confronti di altri Paesi. Ad oggi non c'è nessun altro Paese europeo con a capo un partito di sinistra, se si esclude la Francia che comunque ha giurato fedeltà alla Merkel. Ma in Spagna qualcosa sta già cambiando e potrebbe farlo ancora di più dopo le elezioni di domenica: Podemos oggi è il primo partito secondo i sondaggi. A fine anno anche lì si voterà e se Podemos andrà al potere potrebbero essere in due a spingere per una linea nuova.

A livello economico qual è lo scenario?
Non è in gioco l'uscita dall'euro: la Grecia non può sfruttare quest'arma perché ha un peso economico molto scarso. Tsipras tenterà invece di ottenere una dilazione del debito greco, ma ha anche ammesso che sarà molto difficile modificare le politiche di austerity imposte dalla Germania e comunque accettate dagli altri. Se non con l'appoggio di altri Paesi.

Internamente cosa potrebbe succedere?
Bisogna capire, sempre ammesso che vinca, se otterrà la maggioranza assoluta oppure avrà bisogno di formare una coalizione con i partiti più piccoli. È probabile che cercherà comunque alleanze, per aumentare il proprio consenso. Quel che è certo è che per i greci questo non sarà un 'voto di pentimento' ma un voto di riscatto. Chi sceglierà Tsipras lo farà perché convinto di aver già dato abbastanza e che ora è il momento di cambiare radicalmente rotta. Dopo tanti anni di recessione, l'economia greca finalmente si è stabilizzata, il turismo è cresciuto, soprattutto grazie alla diminuzione dei prezzi, quindi è il momento di una grande svolta.