19 ottobre 2019
Aggiornato 14:30
La crisi greca

Lo spettro di Syriza affonda la borsa di Atene

Il partito di opposizione è in testa ai sondaggi e gli investitori temono che il programma contro il piano di austerità di Tsipras faccia deragliare il programma di risanamento economico e finanziario di Atene.

ATENE - La Grecia tornerà alle urne il 25 gennaio e lo spettro di Syriza scuote i mercati finanziari. Il partito di opposizione è in testa ai sondaggi e gli investitori temono che il programma contro il piano di austerità di Tsipras faccia deragliare il programma di risanamento economico e finanziario di Atene. Immediata la reazione dei mercati con capitali in fuga dagli asset greci. La borsa di Atene è arrivata a perdere l'11% dopo il voto del Parlamento che non è riuscito a eleggere il nuovo presidente della repubblica per chiudere con un pesante -4%.

Bilancio più pesante sul fronte dei titoli di Stato con lo spread tra il decennale di Atene e il Bund tedesco che è volato sopra i 900 punti. La curva dei rendimenti è emblematica sui rinnovati timori che aleggiano su Atene. Il rendimento dei titoli di Stato a scadenza media supera quelli a lungo termine. Il triennale ha visto lievitare il tasso lordo al 12,33%, quello a cinque anni sfiora l'11% mentre il decennale si attesta al 9,63%.

Il terremoto sui mercati della Grecia ha penalizzato anche i paesi periferici. In calo sensibile le borse di Milano, Madrid e Lisbona e rendimenti dei titoli di Stato in lieva rialzo. Lo spread tra il Btp decennale e il Bund si è allargato a oltre 140 punti ma il rendimento del titolo italiano resta sotto la soglia del 2%.

Nonostante le forti turbolenze, molti analisti restano convinti che la Grecia definirà un accordo con la troika (Fmi, Bce e Commissione europea). «Un'intesa sarà raggiunta - scrivono in un report gli analisti del Credit Suisse - anche se potrebbe essere necessario più tempo».

Al Credit Suisse ritengono che il partito di sinistra radicale Syriza anche se risulta in testa nei sondaggi non riuscirà a ottenre la maggioranza assoluta per formare il governo. Inoltre lo stesso Tsipras nelle ultime settimane ha ammorbidito i toni critici all'indirizzo delle politiche europee e non parla di uscita dall'euro.

«Le prossime elezioni in Grecia si giocheranno tra la pausa di uscita dall'euro e la rabbia contro le politiche di austerrity» ha rilevato l'analista di una banca londinese. «La verità è che Atene non ha opzioni o alternative al programma di aiuti».

Un'uscita di Atene dal club dell'euro non sembra tra le opzioni. «Il rischio di un 'Grexit' è piccolo» affermano al Credit Suisse ma «è tornato sul tavolo. Syriza vuole restare nell'euro e la maggioranza dei greci è favorevole alla moneta europea ma il programma del partito in testa ai sondaggi non è compatibile con un accordo con la troika».

Diversi analisti ritengono che il prossimo governo greco potrà strappare alcune condizioni alla troika, potrà in parte cambiare il mix delle misure ma gli obiettivi macro sul piano delle riforme e della disciplina fiscale non potranno essere modificati.

Rispetto alla crisi del 2012, il nuovo terremoto in Grecia non sembra destinato a propagarsi nel resto dell'area euro. «I pericoli di contagio sono limitati - scrivono ancora gli analisti del Credit Suisse - specialmente se il resto dell'Eurozona sarà supportato da ulteriori misure della Bce come il quantitative easing e da notizie positive sul fronte economico dagli Stati Uniti».