Conti pubblici

Ue, Moscovici: «Vi spiego perché non ci sono cifre nella lettera per Padoan»

Il Commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, ha spiegato la ragione per cui nella missiva inviata al governo Gentiloni non compaiono cifre e non è una buona notizia per il prossimo Esecutivo

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha ricevuto la risposta dalla Commissione europea sui conti pubblici italiani.
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha ricevuto la risposta dalla Commissione europea sui conti pubblici italiani. (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

BRUXELLES - Niente cifre nella lettera inviata da Bruxelles al governo Gentiloni. Ma la strana circostanza è «voluta", come ha spiegato oggi il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici. Pier Carlo Padoan aveva prospettato un taglio del deficit strutturale dell'Italia pari allo 0,3 del Pil, uno sforzo inferiore a quanto chiesto dall'Esecutivo Ue. La Commissione Ue ha accettato la proposta del numero uno del Mef, ma con riserva. Senza tuttavia indicare cifre nella missiva di risposta. Lo ha puntualizzato oggi a Bruxelles il commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, rispondendo ai giornalisti durante una conferenza stampa. «Se avessimo voluto dare una cifra, l'avremmo indicata nella lettera al ministro Padoan - ha spiegato Moscovici -, la nostra lettera non contiene invece cifre, e questo è voluto, ma comporta un ragionamento». E' questo percorso costruttivo, fra i passi possibili nelle regole Ue e le deviazioni non autorizzate, che la Commissione Ue ha voluto seguire.

Lo sforzo di bilancio è rimandato al 2018
«La nostra lettera - ha continuato il commissario - innanzi tutto spiega che faremo una valutazione qualitativa di tutti gli indicatori pertinenti, perché la finalità di tutto questo è economica, ed è la crescita in Italia. Poi ricorda che uno sforzo di bilancio sostanziale sarà necessario nel 2018». In parole povere vuol dire che Bruxelles sta chiudendo un occhio col governo Gentiloni, ma il problema dei conti pubblici verrà scaricato sull'Esecutivo successivo. Quanto alla questione specifica prospettata dal ministro italiano, «la lettera precisa - ha detto ancora Moscovici - che in certi casi potremmo considerare come adeguato un aggiustamento di bilancio poco sotto all'aggiustamento previsto dalla matrice", un meccanismo di flessibilità previsto dal Patto di Stabilità che specifica l'appropriato aggiustamento di bilancio da richiedere ai paesi, tenendo conto delle fluttuazioni del ciclo economico.

Il problema del debito non riguarda solo l'Italia
«Allo stesso tempo - ha avvertito il commissario - la lettera ricorda che il Patto prevede conseguenze nel caso in cui un paese non rispettasse le esigenze di riduzione del debito». Insomma, la risposta inviata ieri fornisce «una guida che penso sia chiara ed equilibrata» ha osservato Moscovici. «E in fondo - ha ripetuto - sappiamo bene che non ci sono cifre: è precisamente quello di cui discuteremo con il governo italiano, a partire dai parametri di questa lettera, e ho piena fiducia nell'acume e intelligenza di Pier Carlo Padoan per farlo». D'altra parte, ha concluso il commissario, «questo non riguarda solo l'Italia, ma anche altri paesi, tra cui il Belgio: i problemi sollevati da questa lettera sono problemi d'interesse generale all'interno della zona euro».