19 novembre 2019
Aggiornato 10:30
Vertice al Mef

Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono a rischio bail in

Lo spettro del bail in aleggia sulle due banche venete. La Commissione europea chiede che un miliardo di euro di capitale privato come condizione per il salvataggio

L'amministratore delegato di Bpvi e Veneto Banca, Fabrizio Viola.
L'amministratore delegato di Bpvi e Veneto Banca, Fabrizio Viola. ANSA

ROMA - E' in corso al ministero del Tesoro il vertice tra il ministro Pier Carlo Padoan e i rappresentanti di Veneto Banca e Popolare Vicenza, dopo la richiesta da parte della Commissione europea di un miliardo di euro di capitale privato come condizione per il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale dei due istituti. E per le due banche venete si tratta di un vero e proprio incubo. Di fronte alla difficoltà di trovare (altri) privati disposti a un investimento ad alto rischio, si fa dunque strada lo scenario peggiore. I vertici dei due istituti di credito oggi incontrano il ministro dell'Economia per valutare tutte le ipotesi, compresa quelle delle dimissioni che spalancherebbero la strada al bail-in.

Lo spettro del bail in sulle banche venete
Su Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca «il dialogo con le autorità europee prosegue, con il comune obiettivo di concordare la soluzione che garantisca la stabilità delle due banche venete e salvaguardi integralmente i risparmiatori, nel pieno rispetto delle regole europee». Così ha esordito il ministero dell'Economia, con un comunicato diffuso a seguito dell'incontro del ministro, Pier Carlo Padoan, questa mattina con i vertici delle due banche per un'analisi congiunta della situazione. Con riferimento alla riunione che si è svolta ieri a Bruxelles tra le autorità italiane e le autorità europee con la partecipazione di rappresentanti delle due banche, «si è trattato - precisa il ministero - di uno dei numerosi passaggi previsti dalla consueta interlocuzione tecnica contemplata per questi casi».

Le rassicurazioni del Mef
«Sotto il profilo della liquidità, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca dispongono di tutte le garanzie pubbliche necessarie. Il Governo - conclude la nota - è impegnato perché la soluzione sia definita in tempi rapidi».Ma non tutti sono d'accordo con il Mef. «Più si ingigantisce il buco delle due Banche Popolari Venete, più diventa inevitabile chiedersi cosa facevano le autorità di vigilanza bancaria quando ancora nel 2013 autorizzavano aumenti di capitale a valori completamente sballati». Lo scrive Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e già viceministro all'Economia durante il governo Renzi sottolineando che «tutto questo è devastante per il rapporto fiduciario tra cittadini e istituzioni».

L'affondo di Scelta Civica contro il PD
Soprattutto in un contesto in cui «ancora due giorni fa il PD ha inopportunamente respinto la possibilità di dare il definitivo via libera alla commissione d'inchiesta nel giro di un paio d'ore alla Camera, con buona pace del suo segretario che il giorno stesso scriveva di non vedere l'ora che partisse", ha proseguito il segretario. Secondo Zanetti «In ogni caso, scelta la linea dell'intervento pubblico per MPS, è impensabile per qualunque veneto» che il Governo italiano possa usare un metro diverso per due banche che, insieme, tutto sono tranne che 'minori'. «Il ruolo di chi è al MEF - conclude Zanetti - è molto difficile, ma il passo tra l'essere responsabili e l'essere ignavi è molto, molto breve ormai».