20 settembre 2019
Aggiornato 20:00
Padoan alle strette

Ue, perché il rapporto della Commissione sul debito dell'Italia può slittare

Il rapporto della Commissione europea sul rispetto, da parte dell'Italia, della regola Ue del debito pubblico potrebbe essere rimandato a dopo il 22 febbraio. Nel frattempo il Belpaese rischia l'avvio della procedura di infrazione

BRUXELLES - Il rapporto della Commissione europea sul rispetto, da parte dell'Italia, della regola Ue sul debito pubblico, e sui «fattori rilevanti» che possono essere presi in conto per giustificare eventuali scostamenti è già scritto al 99%, e, dal punto di vista tecnico può essere pubblicato, come previsto, il 22 febbraio prossimo. Ma «la data potrebbe cambiare in base a una decisione politica».

Il rapporto della Commissione potrebbe slittare
Fonti qualificate della Commissione europea, a margine della conferenza stampa di presentazione, da parte dell'Esecutivo comunitario, delle "Previsioni economiche d'inverno" hanno spiegato che la pubblicazione del rapporto sui conti pubblici italiani potrebbe essere rimandata. Un eventuale slittamento della pubblicazione del rapporto 126.3 sul debito, hanno fatto capire le fonti, potrebbe essere deciso nel caso in cui il governo italiano comunicasse a Bruxelles le decisioni sulle specifiche misure di bilancio aggiuntive a cui si è impegnato per conseguire una riduzione ulteriore del deficit pari «almeno allo 0,2% del Pil», secondo le richieste della Commissione.

L'Italia rischia una procedura d'infrazione
Non essendo state ancora precisate nei dettagli dal governo, queste misure non sono entrate nelle Previsioni d'inverno, e non sono dunque integrate, almeno per ora, nelle valutazioni del rapporto 126.3. Ma potrebbero esserlo in qualunque momento, a condizione che alla Commissione siano notificati «elementi concreti, decisioni prese e un calendario di attuazione", hanno precisato le fonti.In ogni caso, anche se dovesse essere pubblicato come previsto il 22 febbraio, e se confermasse che il governo deve fare ancora uno sforzo aggiuntivo per rispettare la regola del debito, il rapporto 126.3 non comporterebbe necessariamente il passo successivo, ovvero una richiesta al Consiglio Ecofin di attivare una procedura contro l'Italia, (secondo l'art. 126.4).

Moscovici: Dialogo positivo con Padoan
La richiesta di attivare la procedura, insomma, può essere comunque ritardata in attesa delle misure italiane, che, se soddisfacenti, la renderebbero inutile. Nelle Previsioni economiche su questo punto l'Esecutivo comunitario usa i guanti di velluto: «La Commissione - si legge - prende nota positivamente del pubblico impegno preso dal governo di adottare misure di bilancio aggiuntive pari allo 0,2% del Pil entro il mese di aprile 2017». E, presentando le Previsioni, il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, ha energicamente smentito le «ricostruzioni di stampa» secondo cui l'Ue avrebbe dato qualsivoglia «ultimatum» all'Italia sui conti pubblici. «Ovviamente incoraggiamo il governo a prendere il più presto possibile i provvedimenti necessari – ha concluso Moscovici -. Ma è assolutamente sbagliato parlare di ultimatum. Con l'Italia c'è una discussione positiva in particolare con il ministro Pier Carlo Padoan».