15 luglio 2019
Aggiornato 20:00
Tassi invariati

Fed, tassi fermi in attesa del possibile rialzo di dicembre

Nessuna sorpresa nell'ultima riunione del Federal open market committee che si è svolto il 3 novembre. Ma le possibilità di un rialzo dei tassi si sono rafforzate e gli analisti si aspettano una stretta entro la fine del 2016.

NEW YORK - Nessuna sorpresa nell'ultima riunione del Federal open market committee. Il braccio di politica monetaria della Federal Reserve ha deciso di mantenere invariati i tassi tra lo 0,25% e lo 0,5% per la settima volta consecutiva. Tuttavia, nel corso dell'ultimo incontro del 2016 del Fomc, sono stati mandati segnali molto più forti del solito su una possibile stretta a dicembre. Il comunicato diffuso dalla Fed sottolinea infatti come l'inflazione si sia rafforzata, segno che i governatori si starebbero preparando ad alzare i tassi nelle prossime settimane. Inoltre in un altro passaggio si spiega che servono solo «alcune ulteriori prove» dei miglioramenti economici che la banca centrale osserva da mesi.

Le possibilità di un rialzo dei tassi si sono rafforzate
Per i governatori della Federal Reserve, che si incontreranno il prossimo 13 e 14 dicembre, le possibilità di un rialzo in tempi brevi «hanno continuato a rafforzarsi». E proprio l'inflazione rappresenta un punto fondamentale: secondo il Fomc ha iniziato a muoversi, anche se in modo lento, verso l'obiettivo del 2%. Nel comunicato si legge che l'inflazione è «aumentata in parte» nel corso dell'anno e questo indicatore rappresenta da sempre uno degli elementi chiave per decidere una stretta monetaria. Per sette riunioni consecutive la Fed (LEGGI ANCHE «Fed, grande attesa per Jackson Hole, ma ecco perché l'economia americana potrebbe collassare») ha mantenuto i tassi invariati a causa dell'incertezza politica globale e dati economici non del tutto rassicuranti.

In attesa per l'incognita delle presidenziali
Adesso sostiene che servono solo «alcune» ulteriori prove per procedere con la normalizzazione del costo del denaro. Inoltre, la scelta di non alzare adesso i tassi potrebbe essere legata anche alle elezioni americane, che si terranno l'8 novembre. Si teme infatti che una vittoria del repubblicano Donald Trump possa destabilizzare i mercati. L'ultima volta che il costo del denaro è stato modificato era quasi un anno fa. La Fed nel dicembre del 2015 annunciò infatti la prima stretta monetaria dal 2006, iniziando una strada verso la normalizzazione della sua politica monetaria accomodante. Il costo del denaro fu portato ai minimi storici nel dicembre del 2008 a causa della peggiore crisi finanziaria dalla Grande depressione del 1929.