28 febbraio 2020
Aggiornato 06:30
Riecco la deflazione

Torna la deflazione in Italia, ad ottobre prezzi giù dello 0,1%

L'Italia torna in zona deflazione. La flessione è determinata soprattutto dal calo dei prezzi dei beni energetici e secondo Confcommercio bisognerà attendere il 2017 per vedere segnali di ripresa. Ma il dato di ottobre è pericolodo

ROMA - L'Italia torna in zona deflazione. Dopo il timido +0,1% di settembre i prezzi riprendono il segno meno ad ottobre con un -0,1% rispetto ad un anno fa mentre su base mensile non registrano variazioni. Ma le stime preliminari diffuse dall'Istat certificano il ritorno in deflazione, dopo cinque mesi, anche per i prodotti che riempiono il carrello della spesa degli italiani. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona subiscono infatti una diminuzione dello 0,3% su base annua (la variazione era nulla a settembre).

La flessione è determinata soprattutto dai beni energetici
Per l'Istituto di statistica la flessione annua dei prezzi continua ad essere determinata dal comparto dei Beni energetici il cui calo si accentua lievemente (-3,6% da -3,4% di settembre), effetto di una più intensa flessione dei prezzi di quelli regolamentati (-6,0%, era -3,8% a settembre) e di un parziale rientro della contrazione dei Beni energetici non regolamentati (-0,8%, da -2,7% del mese precedente).

Per Confcommercio bisognerà attendere il 2017
Ma ad ottobre ulteriori contributi deflazionistici arrivano dagli andamenti di altre tipologie di prodotto tra le quali spiccano gli Alimentari non lavorati, ossia frutta e verdura fresca, (-0,4%, dal +0,4% di settembre) e i Servizi ricreativi, culturali e della cura della persona (azzeramento della crescita, da +0,6% di settembre). A questo punto l'inflazione acquisita per il 2016 risulta pari a -0,1%. Secondo Confcommercio per un ritorno su valori prossimi o superiori all'1%, «in grado di scongiurare i rischi di una preoccupante e perdurante deflazione» bisognerà attendere la primavera del 2017.

Il dato di ottobre è pericoloso
L'Associazione guidata da Carlo Sangalli giudica «pericoloso» il dato di ottobre soprattutto perchè legato a consumi che restano deboli. Gli indicatori economici, secondo il Codacons, preannunciano «un Natale gelido sul fronte dei consumi, con tagli alla spesa da parte delle famiglie e acquisti rimandati a tempi migliori».  La domanda interna ancora debole preoccupa anche Federdistribuzione che chiede al governo di «fare tutto il possibile» per sostenerla con l'obiettivo di «riportare la dinamica dei prezzi sui livelli fisiologici di un'economia in crescita». In calo anche l'indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali che, a settembre, rimane diminuisce dello 0,7% su base annua, con «tendenze deflazionistiche che continuano ad interessare - ha osservato l'Istat - entrambi i mercati di sbocco dei prodotti industriali».