24 agosto 2019
Aggiornato 18:00
Ecco come cambiano le nostre abitudini

«Gli italiani di oggi sono celiaci, praticano il car sharing e bevono caffé al ginseng»

Dentro car sharing e bike sharing, ma anche pasta e biscotti senza glutine, birra analcolica e caffè al ginseng al bar. Fuori impianto HiFi, registratore Dvd, navigatore satellitare e corso d'informatica. Sono queste le principali novità del paniere 2015 utilizzato dall'Istat per il calcolo dell'inflazione: ecco come cambiano le abitudini degli italiani.

ROMA - Dentro car sharing e bike sharing, ma anche pasta e biscotti senza glutine, birra analcolica e caffè al ginseng al bar. Fuori impianto HiFi, registratore Dvd, navigatore satellitare e corso d'informatica. Sono queste le principali novità del paniere 2015 utilizzato dall'Istat per il calcolo dell'inflazione. Tra i prodotti che entrano nel paniere - ha spiegato l'Istituto di statistica - anche le bevande al distributore automatico e l'assistenza fiscale per il calcolo delle imposte sull'abitazione.

GLI ITALIANI MANGIANO PRODOTTI GLUTEN FREE - Rispetto al 2014, tra le principali tipologie di prodotto, aumenta il peso dei Servizi a scapito dei Beni. All'interno dei Beni, si registra una crescita del peso della componente energetica, dovuta ai prodotti regolamentati. Il paniere per il calcolo degli indici dei prezzi al consumo, per l'intera collettività nazionale e per le famiglie di operai e impiegati, si compone di 1.441 prodotti (erano 1.447 nel 2014), aggregati in 618 posizioni rappresentative (614 nel 2014). Nella top ten dei prodotti più venduti nel 2014, occupano il primo posto i prodotti senza glutine, con una crescita del 32,1 per cento rispetto all'anno precedente, in controtendenza rispetto al calo registrato alla spesa alimentare complessiva. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti a commento del nuovo paniere Istat per il calcolo dell'inflazione, che per il 2015 vede l'ingresso della pasta e dei biscotti gluten free.

COLDIRETTI: LA CELIACHIA VALE 237 MILIONI DI EURO - Un ingresso dovuto, tenuto conto che il settore dei prodotti senza glutine vale oggi - sottolinea la Coldiretti - 237 milioni di euro con una crescita continua annuale a due cifre, mentre crescono anche i punti vendita specializzati, con un incremento del 10 per cento all'anno ma anche la presenza in quelli tradizionali e nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Questa nuova attenzione alle intolleranze è stata riconosciuta anche - continua Coldiretti - dalla nuova normativa europea sulle etichette alimentari, entrata il vigore il 13 dicembre 2014, che impone l'obbligo di indicare le sostanze allergizzanti o che procurano intolleranze (come derivati del grano e cereali contenenti glutine, sedano, crostacei, anidride solforosa, latticini contenenti lattosio) con maggiore evidenza rispetto alle altre informazioni, ad esempio sottolineandole o mettendole in grassetto nella lista degli ingredienti. Anche i ristoranti e le attività di somministrazione di alimenti e bevande - conclude Coldiretti - devono comunicare gli allergeni, tramite adeguati supporti (menu, cartello, lavagna o registro), ben visibili all'avventore.