30 ottobre 2020
Aggiornato 02:00
virata

Fed: meno rischi per l'economia. Perché il rialzo dei tassi potrebbe avvenire a settembre

La virata della Federal Reserve non è sfuggita ai mercati finanziari. I rischi di breve termine sono diminuiti e la Brexit fa meno paura. Il rialzo dei tassi potrebbe avvenire entro l'anno e in ogni caso sarà graduale

ROMA – La Federal Reserve è ottimista. Secondo la banca centrale americana i rischi di breve termine sulle prospettive economiche sono diminuiti. L'istituto guidato da Janet Yallen per il momento lascia i tassi invariati, ma lascia aperta la porta a «un rialzo graduale» del costo del denaro entro la fine dell'anno.

La virata della Federal Reserve
La Federal Reserve cambia passo. Oggi sembrano più lontane le preoccupazioni relative all'andamento dell'economia internazionale individuate durante il meeting dello scorso mese. Allora il mercato del lavoro americano aveva un po' deluso le aspettative e la paura per le conseguenze funeste della Brexit teneva in ostaggio l'intero continente europeo. Dopo il G-20 di Chengdu, invece, gli animi appaiono più sereni: secondo molti analisti economici l'uscita del Regno Unito dall'UE avrà «effetti limitati» e l'annuncio di un nuovo piano di stimolo fiscale in Giappone apre nuove prospettive di crescita a livello globale.

La Brexit fa meno paura
La Fed ha evitato qualsiasi riferimento al voto inglese e ha lasciato i tassi invariati, ma ha inviato dei segnali decisamente rassicuranti. Innanzitutto ha lasciato aperta la porta a un rialzo del costo del denaro entro la fine dell'anno. E una frase-chiave inedita, in particolare, ha destato l'interesse degli economisti: «i rischi di breve termine all'outlook economico sono diminuiti» è scritto a chiare lettere nel comunicato diffuso alla fine della riunione del braccio operativo della Fed, il Federal Open Market Committee (Fomc).

I rischi di breve termine sono diminuiti
Un altro segnale di ottimismo arriva dall'economia americana, perché «l'attività economica si sta espandendo a un passo moderato» e il mercato del lavoro «si rafforzerà». La fiducia è sostenuta anche dal fatto che le spese delle famiglie americane «stanno crescendo con forza», non un semplice «si sono rafforzate». Mentre l'accenno all'andamento dell'economia internazionale è rimasto identico a quello dell'ultimo meeting. La Fed continuerà a «monitorare da vicino gli indicatori dell'inflazione e gli sviluppi economici e finanziari globali» e ribadisce che «il passo dei tassi dipenderà dall'outlook economico», cioè dai nuovi dati macroeconomici in arrivo a settembre.

Il rialzo dei tassi sarà graduale
Ma la virata è già cominciata e il rialzo dei tassi potrebbe concretizzarsi entro la fine dell'anno. L'istituto di Washington non lo esclude e precisa che «le condizioni economiche evolveranno in modo tale da richiedere soltanto un rialzo graduale dei tassi» americani. Come a dire che, anche se dovesse stringere la cinghia, la Fed lo farà usando molta cautela per avere il tempo di valutarne le conseguenze. E infatti il comunicato diffuso dalla banca centrale americana ribadisce ancora una volta che «i tassi rimarranno probabilmente, per un po', al di sotto dei livelli che ci si aspetta prevalgano nel lungo termine».Meglio essere prudenti all'interno di uno scenario internazionale piuttosto complicato.

I mercati hanno recepito il messaggio
L'inflazione è l'unica nota ancora dolente, ma anche qui i segnali sono incoraggianti: gli indicatori che la misurano anziché «calare», come detto a giugno, «restano bassi».Nonostante il linguaggio un po' reticente, ai mercati non è passato inosservato il rinnovato ottimismo della banca centrale americana e i future sui Fed Funds - usati dagli investitori per scommettere sulle mosse future dell'istituto guidato da Janet Yellen - calcolano una probabilità del 33% di una stretta a settembre, in netto rialzo rispetto al 28% di ieri. Secondo alcuni osservatori, la Fed potrebbe segnalare un aumento dei tassi, magari a settembre, per preparare invece una stretta a dicembre, proprio come fece lo scorso anno.

Riflettori puntati sulla riunione del «gotha» della finanza
Perciò il linguaggio che verrà usato nella prossima riunione del Fomc - prevista il 20 e 21 settembre - sarà ancor più importante per interpretare le prossime mosse dell'istituto di Washington. In quell'occasione, per altro, verranno diffuse anche le nuove stime economiche e Janet Yellen avrà modo di spiegarsi nel corso di una conferenza stampa. Intanto i riflettori sono puntati sul prossimo 26 agosto: in quel giorno la Yellen dovrebbe parlare a Jackson Hole, Wyoming, dove ogni anno si riunisce il 'gotha' della finanza. L'appuntamento è generalmente usato dal banchiere centrale americano di turno per annunciare le mosse future.