20 novembre 2019
Aggiornato 23:30
l'europa ha i fondamentali a posto

Brexit, ecco perché l'impatto sull'economia italiana sarà limitato

Il presidente di Intesa San Paolo, Gian Maria Gros-Pietro, sostiene che la Brexit non è un pericolo per l'economia nazionale. E dello stesso avviso è il neo presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia

L'impatto della Brexit sull'economia italiana potrebbe essere limitato.
L'impatto della Brexit sull'economia italiana potrebbe essere limitato. Shutterstock

MILANO - L'eventuale uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea in seguito al referendum del 23 giugno avrebbe un impatto limitato sull'economia italiana. È quanto ha detto ai giornalisti il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, a margine dell'esecutivo dell'Abi a Milano.

Il presidente di Intesa San Paolo sulla Brexit
Il banchiere ha reso noto che ieri in consiglio d'amministrazione è stato affrontato il tema e il capo economista della banca «ha presentato uno studio per cui l'effetto sull'economia italiana sarebbe limitato». Secondo il presidente di Intesa Sanpaolo, l'economia italiana «subirebbe un impatto più limitato dall'eventuale uscita della Gran Bretagna rispetto ad altri paesi europei».

La Bce ha preparato una rete di sicurezza
Molto dipenderà dalle trattative che saranno avviate tra Unione europea e Regno Unito sui futuri accordi commerciali. Gros-Pietro ritiene che ci sia «un poco di esagerazione» nella reazione dei mercati di fronte al possibile scenario Brexit. «Certamente - ha rilevato - non sappiamo come voteranno gli inglesi: l'esito è ancora incerto, ma la Bce ha preparato una rete di sicurezza».Quindi «non è il caso di temere delle situazioni difficili da governare", ha concluso.

L'impatto sull'economia italiana sarà limitato
E anche il nuovo presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, è convinto della stessa cosa. Secondo Boccia, intervenuto a margine dell'assemblea dell'Anie, l'Europa «è sempre andata avanti per traumi». Poi ha chiarito: «Vediamo quello che accade, dopo di che confidiamo nella capacità di reazione di un'Europa più integrata e che si orienti più alla crescita e meno all'austerity». L'impatto sull'economia italiana «sarà sicuramente più limitato, come sull'economia europea».

L'Europa ha i fondamentali a posto
Il presidente di Confindustria ha spiegato che la psicologia sui mercati incide soprattutto sulla prima fase, perché «molto si gioca da un punto di vista psicologico: quindi, nonostante le tensioni e le ansie di questi giorni, non significa che l'Europa non abbia i fondamentali a posto». Ed ha concluso: «Vi ricordo che l'Europa è il mercato più ricco del mondo e ha un debito aggregato inferiore agli Usa e una grande potenzialità con cui a volte non facciamo i conti».