29 settembre 2020
Aggiornato 23:00
le borse volano

Sorpresa Bce, aumenta il QE a 80 miliardi al mese. Ecco il perché della mossa di Draghi

La BCE ha optato per un drastico potenziamento delle sue misure di stimolo all'economia, spingendosi ben oltre le attese che circolavano da ieri sui mercati finanziari

ROMA - Oggi, nel giorno del primo compleanno del QE, la BCE ha sorpreso tutti annunciando un drastico potenziamento delle sue misure di stimolo all'economia europea. Il QE sale di 20 miliardi al mese, raggiungendo quota 80 miliardi, e sono stati tagliati anche tutti i tassi di riferimento del costo del denaro. Le Borse volano, ma non possiamo ancora tirare un sospiro di sollievo.

Il compleanno del QE
Oggi il QE spegne la sua prima candelina. Una versione più "light" era stata avviata a partire dall'autunno del 2014 con gli acquisti di Covered Bond e Abs, a cui proprio da marzo 2015, si sommarono i titoli pubblici. Per festeggiare - si fa per dire - la ricorrenza, la BCE ha deciso di fare all'Europa un regalo speciale: un drastico potenziamento delle sue misure di stimolo all'economia, spingendosi ben oltre le attese che circolavano da ieri sui mercati finanziari.

Il cannone di Draghi spara ancora
Innanzitutto ha tagliato tutti i tassi di riferimento, azzerando quello sulle principali operazioni di rifianziamento dal precedente 0,05 per cento, portando allo 0,25 per cento quello sulle operazioni marginali e tagliando di altri 10 punti base il tasso sui depositi custoditi per le banche, che era già negativo e dal 16 marzo scenderà al meno 0,40 per cento. Ma, soprattutto, l'istituzione monetaria ha aumentato di ben un terzo la mole mensile del suo piano di acquisti di titoli, 20 miliardi in più: con i quali il quantitative easing sale a 80 miliardi di euro al mese. Contestualmente ha drasticamente ampliato la gamma di titoli coinvolti, annunciando l'ammissibilità anche di tutte le obbligazioni di emittenti non bancarie con rating pari all' "investment grade». Infine, la Bce ha lanciato un nuovo rifinaziamento straordinario mirato a favore delle banche (Tltro), con la prima asta che scatterà a giugno e con scadenza prolungata da 4 a 4 anni.

Una nuova forma di comunicazione
Oltre al merito delle misure decise, l'annuncio di oggi da parte della Bce sancisce dei cambiamenti anche sulle metodologie di comunicazione dell'istituzione monetaria. I provvedimenti su mole degli acquisti del "Qe", tipologia dei titoli ammissibili e nuovo Tltro, sono stati infatti inseriti nella comunicazione sui tassi di interesse, che dal 1999 ad oggi recava unicamente le variazioni sui tre tassi di rifinaziamento. Questo bombardamento di liquidità si è reso quanto mai necessario e urgente a causa delle revisioni al ribasso sulle previsioni di crescita economica e il drastico taglio sulle attese di inflazione da parte della Bce.

Peggiorano le previsioni sulla crescita e l'inflazione
Partendo dall'inflazione, ora sul 2016 i tecnici dell'istituzione si attendono un mesto 0,1 per cento, a fronte dell'1 per cento indicato solo tre mesi fa, a dicembre. Sul 2016 si prevede una inflazione all'1,3 per cento, da precedente 1,6 per cento, e sul 2018 viene attese un 1,6 per cento, che comunque sarebbe ancora non del tutto agganciato all'obiettivo ufficiale (inferiore ma vicino al 2%). Sulla crescita economica dell'area euro: ora la Bce prevede l'1,4 per cento sul 2016, dal precedente 1,7 per cento, un 1,7 per cento sul 2017 invece dell'1,9 per cento e un 1,8 per cento nel 2018. I dati sono stati illustrati dal presidente Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

L'appello di Draghi ai paesi dell'UE
Oltre alle drastiche misure annunciate oggi, Il presidente della Bce ha anche avvertito che l'istituzione potrebbe prolungare ulteriormente il piano di acquisti di titoli appena potenziato e ampliato. E che i tassi di interesse appena tagliati resteranno «ai livelli attuali o più bassi per un esteso periodo di tempo", e comunque «ben oltre» il termine attuale del Quantitative easing, ovvero marzo 2017. Il piano di acquisti proseguirà «se necessario» oltre la scadenza prevista del marzo 2017 «e in ogni caso fino a quando vedremo una sostenuta risalita della dinamica di inflazione» a valori coerenti con gli obiettivi, ha affermato nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. Le misure decise oggi puntano a «rafforzare lo slancio dell'economia» e favorire il ritorno dell'inflazione media dell'area euro ai valori obiettivo, ma tutti i paesi dell'UE sono stati chiamati a fare la loro parte: «Tutti i Paesi dell'area euro devono sforzarsi di approntare una composizione delle politiche di bilancio più favorevole alla crescita», ha concluso il presidente Draghi.