15 giugno 2021
Aggiornato 18:30
Tutte le incognite sul Def del governo

Esiste davvero il Tesoretto di Matteo Renzi?

Piovono le critiche sul Def di Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, nonostante il benestare di Bruxelles. Una domanda, però, turba l'animo degli italiani: questo famoso Tesoretto di 1,6 miliardi di euro esiste veramente? Ecco la risposta.

ROMA – Piovono le critiche sul Def di Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan, nonostante il benestare di Bruxelles. Una domanda, però, turba l'animo degli italiani più di ogni altra: questo famoso Tesoretto di 1,6 miliardi di euro esiste veramente? Ecco la risposta.

Ecco cos'è il Tesoretto del Def
Ma esiste davvero questo Tesoretto? Dinnanzi alle perplessità di vari esponenti del mondo politico viene da chiederselo veramente, e la risposta è piuttosto inquietante: il gruzzolo pari a 1,6 miliardi di cui si parla tanto in realtà non esiste ancora. Coincide col differenziale – spiegato nel Def - tra la nuova previsione del rapporto deficit/Pil a 2,6% con quella inizialmente calcolata, pari a 2,5%. La differenza tra le due è pari allo 0,1% : da qui i soldi del famoso Tesoretto. Si capirà, però, che non sono affatto entrate fiscali, né liquidità in eccesso: si tratta di una previsione, una possibilità e non un dato di fatto. Se le stime del governo fossero corrette, allora questa differenza darebbe luogo a quel margine aggiuntivo di 1,6 miliardi, sulla cui destinazione si potrebbe iniziare prudentemente a ragionare. Il problema, però, è che negli ultimi dieci anni tutte le previsioni sul calcolo del Pil, effettuate dai governi precedenti all'interno del Def, si sono rivelate inesatte, non da ultima quella dello scorso anno da parte del premier Matteo Renzi, che ha dovuto ammettere una figuraccia e fare mea culpa dinnanzi ai dati effettivi sulla crescita economica nazionale.

Il contro-Def di Susanna Camusso: una ricetta anti-crisi
Questo fantomatico Tesoretto rischia perciò davvero di essere strumentalizzato dal governo come «un'arma di distrazione di massa» - citando le parole del parlamentare Sel Arturo Scotto –, e il Def, a sua volta, di rivelarsi goffamente «il libro magico delle storie di Matteo Renzi» - per citare anche quelle del grillino Luigi Di Maio. Davanti ai dati allarmanti della disoccupazione giovanile e a quelli dell'occupazione che hanno registrato il minimo storico, c'è però anche chi promuove proposte concrete per rilanciare il paese: è il caso della Cgil, che ha presentato la sua ricetta anti-crisi. Il contro-Def di Susanna Camusso si basa su tre leve economiche: l'introduzione di una patrimoniale, che colpirebbe solo il 5% delle famiglie più ricche, per ottenere un gettito fiscale di 10 miliardi di euro da spendere per rilanciare il welfare; una tassa di successione, e l'utilizzo dei fondi pensione come strumento di finanziamento per sostenere gli investimenti per l'occupazione e le infrastrutture. A dare sostegno e supporto al piano della Cgil, oggi anche la Cisl di Annamaria Furlan, che ha chiesto al governo di interpellare le parti sociali sulla manovra finanziaria. Mentre si schiarisce le idee sul Tesoretto, non sarebbe male se nel frattempo il governo volesse prendere in considerazione anche le proposte della Camusso.