9 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
La nuova frontiera del mercato delle energie alternative

Se anche la guerra si fa green...

Alcune delle più grandi aziende americane collegate alla difesa, tra cui Thales SA e Multicon Solar AG, si uniranno alla NATO per testare la capacità dei militari di usare energia rinnovabile durante le operazioni militari e le missioni umanitarie. Una nuova opportunità (seppur controversa) per le aziende che operano nel settore delle rinnovabili

BRUXELLES - Anche la guerra, per così dire, si fa green. A partire dal prossimo giugno le aziende americane collegate alla difesa, tra cui Thales SA e Multicon Solar AG, si uniranno alla NATO per testare la capacità dei militari di usare energia rinnovabile durante le operazioni militari e le missioni umanitarie. Circa mille soldati NATO proveranno per 12 giorni il funzionamento di turbine eoliche, pannelli solari e reti elettriche indipendenti in un campo di addestramento in Ungheria. Avranno a che fare con piccole centrali solari che si comportano come fiori al sole (si aprono in 10 minuti), tende altamente isolanti e caricabatterie a energia solare. In pratica, proveranno a sfruttare le nuove attrezzature a «energia intelligente» in scenari di guerra in una sorta di simulation game in grado di provocare interruzioni di corrente, allagamento di strade e contaminazione delle acque.

SEMPRE PIÙ CONVOGLI ATTACCATI - Un'idea che è venuta in seguito al ferimento e all'uccisione di 3mila soldati americani in attacchi contro convogli che trasportavano carburante e acqua in Iraq e in Afghanistan. «Un sacco di persone sono rimaste paralizzate o uccise mentre trasportavano carburante e acqua», spiega Susanne Michaelis, che sta aiutando a preparare il primo campo NATO Smart Energy in Ungheria. «Se attacchi un camion di carburante, esplode e brucia tutto il combustibile. Non c'è nessun modo per fermarlo. Se si spara a celle solari, invece, si può rompere, ma non esplode e tutte le altre cellule sono ancora in grado di funzionare».

UN MERCATO IN GRANDE ESPANSIONE - Il numero di aziende green collegate al settore militare è cresciuto esponenzialmente negli ultimi tre anni. I grandi gruppi militari offrono di fatto ai produttori di energia pulita un mercato che è senza dubbio meno esposto alle oscillazioni tipiche dell'economia globale con cui l'industria privata è costretta a fare i conti. «Le forze armate di molti Paesi stanno iniziando a considerare le fonti rinnovabili come un'opzione importante dal punto di vista della sicurezza dell'approvvigionamento e della diversità delle fonti di energia», ha detto Angus McCrone, analista di Bloomberg New Energy Finance. Gli eserciti rappresentano «grandi clienti non direttamente esposti al ciclo macroeconomico», disposti a sperimentare nuove tecnologie. Più ci sono soluzioni all-in-one meglio è. Ad esempio Thales Defense & Security ha in programma di mostrare i suoi caricabatterie leggerissimi che possono funzionare a energia solare e recuperare energia elettrica dalle batterie monouso normalmente sprecate. Smartflower Energy Technology GmbH fornirà i propri impianti a energia solare istantanei: unità in fibra di carbonio con pannelli a forma di petalo che possono essere gestiti da una sola persona e aperti al sole.

ESERCITO USA SEMPRE PIÙ EFFICIENTE DAL PUNTO DI VISTA DELL'ENERGIA - Lo sforzo verso l'efficienza energetica è notevole. L'esercito degli Stati Uniti ha annunciato che installerà 1 gigawatt di capacità rinnovabile entro il 2025. I comandanti vogliono anche fare tutto il possibile per aumentare l'approvvigionamento «eco» e tagliare il numero di convogli riforniti con combustibili classici. Tanto per capirci, per ogni gallone di combustibile utilizzato in Paesi come l'Afghanistan, la NATO ne ha poi bisogno di altri cinque litri per il trasporto. Insieme con la distribuzione di energia solare, eolica e biomassa, il Dipartimento della Difesa statunitense utilizza anche energie rinnovabili su piccola scala come caricabatterie a energia solare per ridurre il peso e migliorare la mobilità delle sue truppe, ha detto Mark Wright, portavoce del settore dell'amministrazione Obama.

GLI ALTRI: ENI E MULTICON SOLAR - Una tendenza, comunque, che non riguarda solo gli USA. Eni lo scorso anno da noi ha alimentato le motovedette della Marina da 1.500 tonnellate con 30 tonnellate di gasolio da biomassa. Multicon Solar, con sede a Duisburg, in Germania, offre un impianto che produce elettricità in soli 30 minuti. Il vantaggio è che le tecnologie green utulizzate non sono particolarmente complicate da usare, quindi sono potenzialmente alla portata di tutti. È ovvio che il ritorno economico degli investimenti in rinnovabili richiede ancora molto tempo, ma certamente si stanno facendo enormi passi avanti in questo senso.