17 agosto 2019
Aggiornato 23:00
l'intervista

Watly, il computer che produce energia, acqua pulita e internet: «Non solo un'azienda, ma una missione di vita»

Walty è il primo computer termodinamico al mondo, capace di produrre energia, acqua pulita e connessione a internet: «Dobbiamo cambiare il mondo non scavando pozzi, ma usando la tecnologia»

BARCELLONA - «Ho speso tutta la mia vita a cercare uno scopo, qualcosa che mi facesse sentire vivo. Non volevo essere uno qualunque, un addetto alla solita catena di montaggio, malgrado abbia conosciuto moltissime persone e lavorato come manager per grandi aziende. Ci sono voluti 40 anni, ma ora Watly è la mia missione di vita». Inizia così l’intervista tra me e Marco A. Attisani, la mente italiana che ha creato Watly, un computer termodinamico capace di generare energia elettrica, acqua e connessione a internet. Un progetto con la P maiuscola, che non è solo un’azienda capace di dare lavoro anche a 40 persone, ma un nuovo modo di pensare il mondo.

Una missione di vita
«Com’è possibile che con un pianeta coperto al 70% da acqua ci siano oltre 1 miliardo di persone che non ne hanno la disponibilità? - riflette Marco - Il vero problema è che il 99% dell’acqua potenzialmente disponibile è contaminata e noi, all’alba del 2017, ci riduciamo a consumare quella contenuta in bottiglia». Un riflessione che porta inevitabilmente alla lotta contro l’inquinamento, alle discariche naturali che costruiamo ogni giorno con le nostre mani gettando quantità esponenziali di rifiuti in laghi e mari. Ma non solo.

«La mia è una battaglia anche contro quelle istituzioni governative o paragovernative che, invece di puntare sull’innovazione, scavano pozzi in Africa e poi ci chiedono l’elemosina. Come possiamo cambiare il mondo semplicemente scavando pozzi?»

I tre pilastri del progresso
E Marco la soluzione l’ha trovata nella tecnologia, laddove è sull’avanzamento tecnologico che vanno ricercate quelle risposte e quelle opportunità che possono effettivamente cambiare il corso delle cose. Watly, infatti, non è solo un computer. E’ un cambio culturale e generazionale, la risposta a quelle popolazioni in via di sviluppo che possono crescere grazie alla tecnologia, per costruire ricchezza. «Il progresso di oggi si fonda su 3 pilastri - ci dice Marco -. Acqua, elettricità e connessione a Internet. Tu togli a un popolo uno di questi elementi e lo metti in ginocchio. Per questo Watly è in grado di fare tutte e tre le cose».

(Watly)

Il primo computer termodinamico
Watly è il primo computer termodinamico capace di produrre energia, acqua pulita e connessione a internet. Funziona come un grosso smartphone con uno schermo di 9 metri. Elabora dati e interagisce con l’uomo capendo il suo comportamento attraverso il riconoscimento facciale e altre tecnologie di intelligenza artificiale. E’ progettato per «sopravvivere» in ambienti ostili, sotto la pioggia e, in generale, alle intemperie. Si alimenta grazie all’energia solare: con la luce del sole genera elettricità, con il calore, invece, è capace di purificare l’acqua. «Mi piace dire che Watly è una fonte artificiale di acqua pulita - ci dice Marco -. Perché restituisce acqua completamente distillata, anche se fosse contaminata da cianuro. E visto che in molti erroneamente pensano che l’acqua distillata sia in parte nociva, ci preoccupiamo anche di sottoporla a un processo di mineralizzazione». A livello pratico, Watly è in grado di purificare fino a 3 milioni di litri di acqua all’anno e genera la stessa energia necessaria al suo funzionamento. Non richiede quindi carburante o connessione alla rete elettrica.

(Watly)

Creare l’Energy Net
«Walty è nuovo modo di concepire il mondo - ci dice Marco - E può creare quella che noi chiamiamo ‘Energy Net’, la più grande rivoluzione dei prossimi anni, la fusione tra energia, acqua e internet. Watly è la vera ‘Internet of Things’ di cui sentiamo tanto parlare oggi. Con questo meccanismo creiamo dati, facciamo viaggiare video e immagini, creiamo servizi e formazione nel modo più democratico possibile». Molti i premi vinti e i riconoscimenti per un progetto tutto italiano che dopo 3 prototipi e 3 anni di sviluppo si appresta a entrare nel mercato a fine 2017, dopo l’ultimo prototipo presentato alla Maker Faire di Roma della lunghezza di 25 metri.

«E’ chiaro che se Watly dovesse funzionare ci saranno anche tanti soldi, ma non è questo il mio obiettivo. Watly è una missione. Dobbiamo salvare il nostro pianeta prima che sia troppo tardi».