27 novembre 2020
Aggiornato 01:30
Roma non rispetterà la direttiva Euratom

Nucleare: il Mise fa il punto (sconcertante) della situazione

La titolare dello Sviluppo, Guidi, ha risposto ad alcune interrogazioni in tema di nucleare, in commissione Ecomafie del Senato. I ritardi di Sogin sullo smantellamento delle centrali nucleari farà salire le bollette; la nomina di Antonio Agostini (sotto inchiesta della Procura di Roma) a capo dell'Isin è all'attenzione del governo; la Francia non vuole trattare le scorie italiane.

ROMA – In attesa che i ministeri dello Sviluppo economico (Mise) e dell’Ambiente diano il loro benestare per la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il deposito nazionale unico delle scorie nucleari (che dovrebbe arrivare per metà aprile), la titolare del Mise Federica Guidi, ha risposto ad alcune interrogazioni in tema di nucleare, durante la sua audizione in commissione Ecomafie del Senato.

RITARDI SOGIN FARANNO AUMENTARE BOLLETTE - Guidi ha spiegato che il suo dicastero sta «monitorando» la situazione, per comprendere se i ritardi sul piano Sogin per lo smantellamento delle centrali nucleari italiane comporterà aumenti sulle bollette dell'elettricità. La ministra ha ricordato di aver scritto ai vertici della controllata statale sulle «strategie, il piano industriale e sulle motivazioni di eventuali scostamenti» aggiungendo che «durante le audizioni sono emerse criticità» legate ai «ritardi» sul piano 2014-2017 che, secondo quanto evidenziato, potrebbero «comportare un aggravio di costi sull'elettricità» e «dopo gli sforzi per ridurre la bolletta elettrica sarebbe un peccato». Per ora comunque il Mise non è in grado di stimare a quanto ammonterebbe un eventuale aggravio.

LA CONTROVERSA NOMINA DI AGOSTINI ALL'ISIN - Per quanto riguarda la nomina del direttore generale dell'Isin, che è attesa da fine 2014 (Ispettorato per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, l'organismo che deve controllare la società che si occupa dello smaltimento delle scorie nucleari, la Sogin) è «all'attenzione del consiglio dei ministri», ha precisato la ministra. Il nome di Antonio Agostini, ha detto Guidi, «è all'attenzione del consiglio dei ministri. Sulla nomina del Dg abbiamo già acquisito il parere favorevole della proposta del dottor Agostini dalle commissioni parlamentari. Siamo in attesa di delibera del Cdm ma l'iter è in fase finale». Durante l'audizione è stato ricordato da alcuni parlamentari che Agostini è sotto inchiesta da parte della Procura di Roma per turbativa d’asta e abuso d’ufficio per la gestione dei fondi comunitari quando era direttore generale del ministero dell' Istruzione, circostanza che ha confermato lui stesso in una intervista a ilfattoquotidiano.it.

ITALIA NON RISPETTERÀ DIRETTIVA EURATOM - Quindi Guidi ha annunciato che per l'Italia, così come «altri Paesi», «i tempi necessari per la Valutazione ambientale strategica (Vas)» del «programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi», «porteranno a non rispettare la scadenza di consegna del 23 agosto 2015», prevista dalla direttiva Euratom. Entro quella data i ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo devono trasmettere alla Commissione europea una relazione sull'attuazione della direttiva, tenendo conto dei cicli di riesame previsti dalla Convenzione congiunta in materia di sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi ratificata con legge 16 dicembre 2005, n. 282. «Una soluzione praticabile - ha aggiunto - potrebbe essere quella di trasmettere alla Commissione europea il programma nazionale alla scadenza prevista, specificando che la procedura di Vas è in corso di svolgimento».

FRANCIA NON VUOLE SCORIE ITALIANE - Infine la titolare del Mise ha detto che la spedizione in Francia di 235 tonnellate di combustibile nucleare che sarà trattato nel Paese confinante «non si completerà nel 2015, ma nel 2016». Il ritardo, ha ricordato Guidi, è dovuto alla «pericolosa fase di stallo» dovuta allo stop impresso dalla Francia a Sogin «a causa sia della necessità di estendere l'attuale licenza di esercizio del sito francese destinato a ricevere e trattare il combustibile Mox Garigliano giacente nel Deposito Avogadro, sia dell'assenza di concrete prospettive di rientro in Italia del materiale inviato, considerato il presunto ritardo delle autorità italiane nella procedura di localizzazione del Deposito Nazionale». Per ora Parigi non ha dato il suo ok: «Un nuovo scambio di lettere tra ministri ridefinirà quindi la data di ultimazione dei trasporti», ha precisato Guidi. «Inoltre - ha concluso - la ripresa dei suddetti trasporti è connessa agli avanzamenti nell'iter relativo al Deposito Nazionale italiano, che la Francia segue con molta attenzione e su cui occorre andare avanti».