26 novembre 2020
Aggiornato 04:30
Il M5s presenta un'interrogazione

«Eccessi di mortalità» nei comuni con impianti nucleari

Troppe morti rispetto alla media, per alcune patologie tumorali che possono essere legate all'esposizione a radiazioni ionizzanti. Questo il risultato di uno studio dell'Istituto superiore della sanità sui residenti a Latina, Rotondella (Matera), Caorso (Piacenza), Bosco Marengo (Alessandria), Ispra (Varese), Saluggia (Vercelli), Sessa Aurunca (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli) e Roma.

ROMA – In «diversi comuni» che ospitano impianti nucleari «sono stati osservati eccessi di mortalità per alcune patologie che possono essere legati alla esposizione a radiazioni ionizzanti». Questo il risultato di uno studio dell'Istituto superiore della sanità pubblicato nel febbraio scorso, commissionato dal ministero della Salute su richiesta delle amministrazioni di Latina, Rotondella (Matera), Caorso (Piacenza), Bosco Marengo (Alessandria), Ispra (Varese), Saluggia (Vercelli), Sessa Aurunca (Caserta), Trino Vercellese (Vercelli) e Roma (per il centro della Casaccia) e dell'Associazione nazionale dei Comuni d'Italia (Anci).

PIÙ MORTI RISPETTO ALLA MEDIA - Quanto emerso nella ricerca «Stato di salute della popolazione residente nei Comuni già sedi di impianti nucleari: Analisi della mortalità, stima dei casi attesi e rassegna degli altri studi epidemiologici» è stato portato all'attenzione del ministero della Salute, con un'interrogazione del Movimento 5 stelle, a prima firma di Gianni Girotto. I senatori pentastellati hanno comunque ricordato che nello studio si specifica come «gli eccessi di mortalità non possono essere direttamente attribuibili, se non in piccola parte, all'esposizione a dosi di radiazioni rilasciate dagli impianti in quanto queste dosi avrebbero potuto essere prodotte solo da un continuo e rilevante funzionamento anomalo». Secondo i ricercatori quindi non sono stati rilevati eccessi di mortalità generalizzati per l'insieme dei 24 tumori associabili, in base alla letteratura scientifica, a radiazioni ionizzanti. Detto ciò però, si sono verificate troppe morti rispetto alla media, per le persone affette da alcuni tipi di tumori (tra cui alla tiroide) che, da «parte degli organismi internazionali preposti, sono state riconosciute avere tra i loro fattori di rischio anche l'esposizione a radiazioni ionizzanti», hanno sottolineato dal M5s.

SERVONO PIÙ STUDI - Gli scienziati poi hanno detto che si tratta di una ricerca preliminare, e che sarebbe necessario approfondire la materia nel caso si volessero realizzare nuovi impianti. Per quanto riguarda invece l'individuazione del sito per il deposito nazionale delle scorie radioattive, i ricercatori hanno raccomandato di programmare sin da subito un adeguato sistema di monitoraggio dello stato di salute della popolazione riservando particolare attenzione per le patologie correlate con l’esposizione a radiazioni ionizzanti.

SOGIN E ISPRA RESPONSABILI? - Nella loro interrogazione i cinque stelle hanno chiesto di sapere se il ministero della Salute ritenga responsabili Sogin a cui compete la sicurezza degli impianti atomici, il loro smantellamento e lo smaltimento delle scorie, e Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che deve vigilare sulla sicurezza nucleare, per «gli incrementi di alcune delle patologie tumorali, tra cui i tumori della tiroide». I pentastellati hanno chiesto poi che le popolazioni oggetto dello studio vengano informate sui risultati emersi. Inoltre hanno domandato «quali iniziative intenda assumere al fine di proseguire le attività di monitoraggio sulla salute dei cittadini e se non ritenga inoltre necessario prevedere il coinvolgimento delle strutture sanitarie locali» e se si «ritenga opportuno estendere lo studio citato anche ai territori in cui le popolazioni non sono residenti, ma potrebbero essere coinvolte da pericoli d'incidenti o rischi di contaminazione per le attività svolte nei centri nucleari».