17 novembre 2019
Aggiornato 11:30
Sogin lancia l'iniziativa porte aperte

Sardegna «stai serena» sul nucleare

La Regione «può star tranquilla» ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, sulla realizzazione del deposito nazionale delle scorie radioattive

ROMA - «La Sardegna può star tranquilla». Con queste parole il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti ha tentato di tranquillizzare gli animi dei tanti sardi, che temono la costruzione del deposito nazionale delle scorie e dei rifiuti nucleari nella propria regione.

NESSUNA DECISIONE PRESA - «Non e' stata presa, da parte del governo, alcuna decisione, perché - ha aggiunto Galletti - è in corso un processo molto trasparente, molto partecipato che si concluderà con l'inizio dell'anno nuovo». Il ministro ha ricordato che oggi «noi stiamo valutando come ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico la carta fornita dall'Ispra e dalla Sogin che individua tutti i siti, in tutto il territorio nazionale, che hanno le caratteristiche tecniche per poter ospitare quel sito. Dopodichè ci sarà una consultazione pubblica, un dibattito pubblico molto ampio e alla fine di questo processo partecipato si deciderà il sito. Quindi - ha concluso - nessuna decisione è stata presa».

COME SI SCEGLIERÀ IL SITO - Fra circa 2 mesi la carta nazionale delle aree idonee ad accogliere il deposito nazionale delle scorie radioattive (Cnapi) sarà resa di pubblico dominio. Una volta che i cittadini conosceranno la mappa, si aprirà una fase di consultazione pubblica della durata di quattro mesi, alla quale parteciperanno le regioni e gli enti locali interessati, i rappresentanti dei cittadini e la comunità scientifica. A settembre-ottobre di quest'anno si terrà il seminario nazionale indetto da Sogin sull'argomento dopo il quale sarà redatta la Carta delle aree idonee (Cnai), che comprenderà quelle realtà locali che avranno proposto la propria candidatura ad accogliere il deposito. Fra queste il ministero dello Sviluppo individuerà quella più adatta, di concerto con il dicastero dell'Ambiente edell'Ispra. Solo nel caso in cui non si dovesse registrare il necessario consenso su un particolare sito verrà istituito un comitato interministeriale che sarà chiamato a individuare la zona idonea.

SOGIN LANCIA INIZIATIVA PORTE APERTE - Intanto Sogin ha lanciato l'iniziativa «Open gate», porte aperte, permettendo la visita a quattro delle centrali nucleari italiane in fase di smantellamento. Il fine settimana del 16 e 17 maggio sarà possibile visitare gli stabilimenti di Caorso (Pc), Garigliano (Ce), Latina (Roma) e Trino Vercellese (Vc). Per poter accedere agli impianti bisogna registrarsi entro il 3 maggio sul sito web di Sogin, prenotando un percorso di visita della durata di circa due ore, in cui si scoprirà il lavoro che svolge quotidianamente, nel rispetto dei criteri di massima sicurezza, per terminare lo smantellamento e gestire i rifiuti radioattivi. Durante la due giorni le quattro centrali potranno accogliere fino a 3mila visitatori, di cui un massimo di 380 al giorno per Trino, Caorso e Garigliano, e di 320 al giorno per Latina. A Trino, Caorso e Garigliano vi saranno due percorsi di visita: «zona controllata», un ambiente di lavoro delimitato il cui accesso, per motivi di protezione dalle radiazioni ionizzanti, è segnalato e regolamentato da specifiche procedure ed è vietato ai minori, e «zona non controllata», alla quale possono accedere, se accompagnati, anche i bambini da sei anni in su. Per la centrale di Latina il tour prevede un unico percorso in zona «non controllata».