20 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Interessati al progetto anche Slovacchia e Iran

Gazprom conferma: i lavori di Turk stream partono a giugno

La costruzione del gasdotto Turkish stream, che ha cambiato nome, inizierà entro la fine del mese grazie alla costruzione della prima delle quattro sezioni affidata a Saipem. Lo ha annunciato un portavoce del gigante russo Gazprom alla World Gas Conference, il più importante congresso mondiale del settore che quest'anno si svolge a Parigi

PARIGI – La costruzione del gasdotto Turkish stream, che è stato ribattezzato Turk stream, inizierà entro la fine di giugno. Lo ha annunciato un portavoce del gigante russo Gazprom alla World Gas Conference, il più importante congresso mondiale del settore che quest'anno si svolge a Parigi.

SAIPEM INIZIERÀ I LAVORI ENTRO GIUGNO - Il rappresentante del monopolista russo del gas ha spiegato che un accordo concluso a maggio con il gruppo italiano Saipem prevede l'avvio del lavori per la costruzione della prima delle quattro sezioni di Turk stream entro la fine di giugno. Gazprom ha deciso di premere sull'acceleratore nonostante manchi un accordo definitivo con Ankara, fatto sottolineato nei giorni scorsi da diverse autorità turche, mentre la Grecia sta continuando a mostrare il proprio interesse nel progetto.

PROLUNGAMENTO IN GRECIA GRAZIE A BANCA BRICS - Venerdì scorso il ministro dell'Energia greco, Panagiotis Lafazanis, si è recato a Mosca per discutere con la sua controparte russa, Alexander Novak, del coinvolgimento di Atene nel gasdotto dopo che da settimane i due Paesi sono in costante contatto sul dossier. La Grecia spera di poter prolungare Turk stream dal suo confine con la Turchia a quello con la Macedonia, diventando lo snodo del gas russo verso l'Europa continentale. Atene ha chiesto che i diritti di transito le vengano riconosciuti in anticipo. All'incontro con Lafazanis era presente anche il vice ministro delle Finanze, Sergei Storchak, che ha discusso proprio i dettagli finanziari del prolungamento delle tubature su suolo greco, che verrebbe portato avanti da un consorzio di compagnie russe ed europee, una delle quali ellenica. Le somme necessarie all'infrastruttura greca potrebbero arrivare dalla nuova banca che i Paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) stanno creando e alla quale vorrebbe prendere parte anche Atene in qualità di socio non fondatore. La proposta di diventare socio della banca di sviluppo dei Brics era stata formulata da Storchak al premier greco Alexis Tsipras all'inizio di maggio.

SLOVACCHIA E IRAN GUARDANO A TURK STREAM - Turk stream ha anche attirato l'interesse della Slovacchia, che ha chiesto a Mosca di allacciare Turk stream con il gasdotto East ring per trasportare 20 miliardi di metri cubi di gas russo l'anno attraverso la Slovacchia, l'Ungheria la Bulgaria e la Romania. Il premier russo Dmitry Medvedev dopo essersi incontrato con il suo omologo slovacco, Robert Fico ha annunciato che la Russia sta valutando l'ipotesi ma che al momento non è stata avanzata alcuna proposta ufficiale in tal senso. Oltre a Bratislava anche Teheran sta guardando a Turk stream, grazie al quale, una volta revocate le sanzioni internazionali, potrebbe veicolare il gas estratto in Iran verso l'Europa. Di questa opportunità ha parlato Azizollah Ramezani, il direttore della compagnia nazionale del gas iraniana. Ramezani ha detto che Iran e Russia non hanno ancora affrontato ufficialmente il discorso ma ha sottolineato il fatto che «sarebbe una buona idea che le trattative iniziassero perché il punto in cui le tubature russe e quelle turche si dirigono verso l'Europa potrebbe essere lo stesso in cui quelle iraniane vengono raggiunte dall'Europa».

LA CONTROMOSSA DELL'AZERBAIJAN - Nel frattempo anche l'Azerbaijan ha teso una mano verso Teheran proponendo all'Iran di partecipare al consorzio per il gasdotto Trans anatolian natural gas pipeline (Tanap), la cui posa delle tubature in Turchia è iniziata nei mesi scorsi e che servirà a inviare il metano azero in Europa anche grazie al gasdotto Trans adriatic pipeline (Tap), che passerà per Albania, Grecia e Italia. La proposta è arrivata dal ministro dell'energia azero, Natig Aliyev, durante la Conferenza sul gas e petrolio del Caspio in corso a Baku. Mohsen Pakaein, ambasciatore d'Iran in Azerbaijan ha confermato che il suo Paese sta valutando tale ipotesi. Nei mesi scorsi all'Iran è stato proposto anche di partecipare all'azionariato di Tap.