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Cameron: Ora la devolution

Si è concluso lo spoglio dei voti del referendum in Scozia in tutte e 32 le circoscrizioni. Il dato definitivo assegna la vittoria al No all'indipendenza con il 55,3% dei voti. David Cameron aveva promesso che, se avesse vinto il No, avrebbe concesso più poteri a Holyrood.

Centrodestra: Il tempo del centralismo è finito

Dopo la vittoria del No, le conseguenze del referendum scozzese riecheggiano anche in Italia. Per il centrodestra, il tempo del centralismo è finito. Ncd e Lega Nord chiedono che si voti finalmente anche in Veneto, per procedere sulla strada del federalismo. Giorgio Tonini del Pd ribatte che la sconfitta del secessionismo è una buona notizia, ma non bisogna sottovalutare i malumori popolari.

Barroso: «E' una buona notizia per tutti noi»

Il presidente uscente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha accolto il «no» all'indipendenza della Scozia come una decisione «buona per l'Europa». Ha affermato: «Accolgo con gioia la decisione del popolo scozzese di mantenere l'unità del Regno Unito. Il risultato è positivo per l'Europa unita, aperta e più forte che sostiene la Commissione europea».

Il bazooka di Draghi non ha sparato

Una mezza delusione la prima asta Bce per i finanziamenti Tltro. Le banche non hanno fatto la corsa per aggiudicarsi la liquidità messa a disposizione dall'Eurotower a lungo termine (scadenza nel 2018) e a tassi molto bassi (0,15% l'anno). Secondo gli analisti ha influito il referendum scozzese.

I problemi con l'Europa se vince l'indipendentismo scozzese

In passato, la Commissione (e in particolare il suo presidente uscente, José Manuel Barroso) ha detto chiaramente che uno Stato secessionista staccatosi da un paese membro non potrebbe continuare a far parte dell'Ue come se niente fosse, e dovrebbe richiedere l'adesione e sottoporsi ai negoziati per ottenerla, come qualunque altro candidato.

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