11 luglio 2020
Aggiornato 22:30
Tltro: un insuccesso

Il bazooka di Draghi non ha sparato

Una mezza delusione la prima asta Bce per i finanziamenti Tltro. Le banche non hanno fatto la corsa per aggiudicarsi la liquidità messa a disposizione dall'Eurotower a lungo termine (scadenza nel 2018) e a tassi molto bassi (0,15% l'anno). Secondo gli analisti ha influito il referendum scozzese.

FRANCOFORTE - E' stata una mezza delusione la prima asta Bce per i finanziamenti Tltro. Le banche non hanno fatto la corsa per aggiudicarsi la liquidità messa a disposizione dall'Eurotower a lungo termine (scadenza nel 2018) e a tassi molto bassi (0,15% l'anno). La Banca centrale europea ha assegnato in totale 82,6 miliardi di euro, una cifra ben al di sotto delle stime degli analisti che indicavano importi non inferiori a 110 miliardi di euro.

IL BAZOOKA DI DRAGHI NON HA SPARATO - Il bazooka di Mario Draghi non ha fatto cilecca, ma la potenza di fuoco è rimasta in larga parte nell'arsenale. Le banche europee per le prime due aste possono ottenere fino a 400 miliardi di euro, una somma pari al 7% del totale degli impieghi degli istituti dell'area euro. Le banche italiane hanno primeggiato nella partecipazione all'asta ottenendo oltre 22 miliardi di euro. Quasi 15 miliardi le richieste delle banche spagnole. Sommando oltre il 40% dei finanziamenti assegnati è stato firmato da Italia e Spagna.

UNICREDIT IN TESTA - Unicredit guida la classifica dei fondi ottenuti con 7,75 miliardi. Intesa Sanpaolo ha partecipato per 4 miliardi su un potenziale di 12,5 miliardi. Mps 3 miliardi, 2,24 miliardi Iccrea con adesioni di 191 banche, 2 miliardi Bper, 1 miliardo ciascuno per Banco Popolare e Credito Valtellinese, 735 milioni Credem e 570 milioni circa Mediobanca. Non hanno partecipato Bpm e Veneto Banca che probabilmente si presenteranno all'asta dell'11 dicembre. Anche Ubi Banca non ha presentato richieste ma l'istituto aveva già dichiarato che avrebbe partecipato alla seconda assegnazione. Tra gli istituti spagnoli il Santander ha ottenuto 3 miliardi, Bbva 2,6 miliardi, Caixabank 3 miliardi e Bankia 2,7 miliardi di euro.

RISULTATI INFERIORI ALLE ATTESE - Dagli analisti c'è una lettura concorde sul perché non c'è stata la corsa delle banche ai finanziamenti Bce. In primo luogo l'asta odierna è caduta a ridosso del completamento dell'asset quality review e degli stress test sulle banche europee che la Bce sta ultimando. Molti istituti hanno preferito rimandare le richiesta a dicembre per avere un quadro più chiaro. «L'ammontare inferiore alle attese - spiega Paolo Guida, vice presidente dell'Aiaf (Associazione analisti finanziari) - è spiegato principalmente dal fatto che più che l'offerta di credito, il problema sta nella domanda, soprattutto in Italia. Le condizioni economiche non giustificano investimenti da parte delle imprese o l'ulteriore indebitamento delle famiglie».

HA INFLUITO IL REFERENDUM SCOZZESE - Gli analisti di Ing aggiungono anche il referendum in Scozia tra i motivi che hanno consigliato le banche a disertare parzialmente la prima asta. «E' probabile che le banche - affermano a Ing - vogliano attendere la prossima riunione del board della Bce ed avere più dettagli sul programma di acquisti di ABS e covered bond». L'analista di una primaria banca italiana rileva che in un contesto di elevata liquidità sui mercati «non era facile attendersi una massiccia richiesta da parte delle banche». E per capire che aria tira sul fronte dell'eccesso di liquidita', il mercato guarda a domani, quando la Bce comunichera' l'ammontare dei prestiti triennali (Ltro) rimborsati settimanalmente dalle banche dell'Eurozona. Con valuta 17 settembre erano stati rimborsati anticipatamente altri 5,9 miliardi portando il totale dei prestiti triennali ancora in essere a 348 miliardi sui 1.018 originariamente concessi dalla Bce e che hanno scadenza 29 gennaio e 26 febbraio 2015. Se domani, l'ammontare dei rimborsi anticipati dovesse essere molto piu' elevato del solito, allora l'eccesso di liquidita' determinato dal primo Tltro della Bce sarebbe piuttosto trascurabile, almeno nel breve periodo.