15 dicembre 2019
Aggiornato 21:00
Il video-editoriale per il Diario Motori

Corgnati: le pagelle ai test di F1, com'è andata davvero la Ferrari?

La Rossa promossa con un 7 di incoraggiamento, ma anche con la dovuta prudenza. La Mercedes si merita un 8, ma è ancora lontana dalla perfezione. Ecco i voti del nostro direttore ai primi quattro giorni di prove a Barcellona

Ferrari: 7. Un voto di incoraggiamento, ma che trova i suoi riscontri nelle prestazioni in pista: Kimi Raikkonen due volte primo, Sebastian Vettel due volte secondo dietro alla Mercedes, ma con gomme meno performanti. La SF70H è nata bene: va forte e non si rompe, visto che nel corso dei quattro giorni ha percorso oltre 400 giri senza incontrare praticamente alcun problema. Che i tecnici di Maranello abbiano lavorato meglio dell'anno scorso è una certezza. Che abbiano lavorato meglio di quelli delle Frecce d'argento, per ora, ancora un auspicio: non ricadiamo negli stessi errori commessi un anno fa, cantando vittoria troppo presto.

Mercedes: 8. I campioni del mondo meritano un voto alto perché rappresentano sempre e doverosamente il punto di riferimento. Ma la loro W08 sembra ancora ben lontana dalla perfezione. Per quanto riguarda i tempi sul giro, c'è chi dice che si siano nascosti, non sfruttando appieno il loro potenziale e concentrandosi sull'affidabilità. Eppure anche su questo fronte qualche problema c'è stato, specialmente all'ultimo giorno, quando Lewis Hamilton ha perso tutta la mattinata per un problema elettrico e Valtteri Bottas è stato fermato prima del previsto per qualche dato che non convinceva gli ingegneri. Forse i tedeschi stanno scoprendo di essere meno imbattibili degli anni scorsi.

Red Bull: 5,5. Non una stroncatura, ma indubbiamente un'insufficienza. Tutti si aspettavano che il cambio di regolamenti tecnici concedesse a un genio dell'aerodinamica come il progettista Adrian Newey la chance di inventarsi qualche soluzione innovativa e sconvolgente. Invece, a parte il curioso muso bucato, la macchina è sembrata meno rischiosa della Ferrari. E, in pista, non è mai riuscita a insidiare i primi due, accusando distacchi spesso superiori al secondo. La tanto auspicata lotta per il Mondiale, al momento, pare molto distante.

McLaren: 4. Con nuovi boss e un nuovo colore arancione che ricorda il suo glorioso passato, questo doveva essere l'anno del riscatto per il team inglese. Invece, si sta trasformando solo in un nuovo disastro. Per colpa delle continue rotture del solito motore Honda, il debuttante Stoffel Vandoorne e il povero Fernando Alonso hanno passato più tempo nel garage che in pista.

Williams: 5. La monoposto non ha stupito, ma il voto negativo è soprattutto per il pilota esordiente Lance Stroll, protagonista di due incidenti in altrettante giornate, il secondo dei quali ha talmente danneggiato la vettura da impedirle di scendere in pista al giovedì. Gli errori di gioventù e inesperienza sono certamente scusabili, ma per uno che si presentava come il nuovo Max Verstappen non è il migliore degli inizi.

Toro Rosso: 5. E meno male che, come sostenevano i capi, il motore Renault era molto meglio del Ferrari usato fino all'anno scorso. Visivamente la macchina somiglia alla Mercedes, ma nelle prestazioni manco per sogno: il team italiano è rimasto stabilmente nelle ultime posizioni. Deve fare di più.

Sauber: 6. Dopo il ritiro della Manor, la ferrarina svizzera è rimasta la cenerentola della Formula 1, almeno per i suoi budget. Ma ha avuto il merito di far esordire su una vettura 2017 il nostro Antonio Giovinazzi, anche se solo come sostituto dell'infortunato Pascal Wehrlein. Il talentino pugliese se l'è cavata bene, macinando giri ed esperienza e stampando anche un tempo interessante al giovedì con le performanti gomme ultrasoft. Speriamo che il suo entusiasmo e la sua energia aiutino gli elvetici a crescere.