22 maggio 2019
Aggiornato 17:30

Suicidio Milan: raggiunto a 3 minuti dalla fine e quarto posto a rischio

Pessima prova del Milan, in gol quasi per caso con Castillejo appena entrato nella ripresa e raggiunto su punizione da Bruno Alves allo scadere del match. Rossoneri impalpabili in avanti e insicuri dietro. Così la Champions è un miraggio

Castillejo colpisce di testa e porta in vantaggio il Milan
Castillejo colpisce di testa e porta in vantaggio il Milan ( ANSA )

DONNARUMMA - Si augurava un rientro più soft, invece pronti via e subito costretto all’uscita da «all in» su Ceravolo lanciato a rete. Per fortuna Gigio arriva prima dell’attaccante emiliano, tocca la palla e scongiura l’ipotesi rigore. Al 39’ vola per i fotografi a deviare un colpo di testa pericoloso del centravanti del Parma. Al 75’ si fa trovare impreparato su un pallone filtrante in mezzo all’area, esce in ritardo su Siligardi che lo salta e viene fermato solo dal palo. Nel finale ci pensa Bruno Alves a mandargli di traverso l'uomo di Pasqua con un calcio di punizione perfetto. L'augurio è che Calhanoglu abbia preso nota. 6

CONTI - Vedendolo giocare si ha la netta sensazione che l’intesa con i compagni di fascia sia tutta da costruire. Comprensibile quella con Suso, molto meno quella con Kessiè, visto che i due si conoscono dai tempi dell’Atalanta. Conferma la sua inadeguatezza in fase difensiva sui calci da fermo, come quando si perde Ceravolo che costringe Donnarumma ad un grande intervento in chiusura di primo tempo. Lascia il campo nell’ultima mezz’ora allo spagnolo Castillejo. 5

ZAPATA - Scelto da Gattuso per contrastare il velocissimo Gervinho, il colombiano fa il suo lavoro puntualità ed esperienza. 6,5

ROMAGNOLI - Assoluto padrone dell’area di rigore, svetta imperioso a colpire qualsiasi pallone finisca dalle parte di Donnarumma. Cerca gloria anche nell’area avversaria sui calci da fermo, ma senza fortuna. 6,5

RODRIGUEZ - Dietro è costretto ad un lavoro molto attento di copertura, quando si tratta di rilanciare però il sinistro educato di Rodriguez sembra disperso e infatti lo svizzero sparacchia ovunque, tranne che sui piedi dei compagni. Nella ripresa, Gattuso lo piazza nei tre dietro e Ricardo si rende molto più utile alla causa rossonera. 6

KESSIÈ - Probabilmente ancora frastornato da tutte le polemiche susseguenti al caso Acerbi, l’ivoriano fatica a trovare la posizione in campo: cross fuori misura, tiri pretenziosi da 40 metri, nulla di utile per il Milan. Preoccupante al 44’, quando dopo essere stato superato in dribbling da Gazzola, si ferma a guardare l’avversario crossare pericolosamente in porta. Si riscatta parzialmente con un grande intervento in copertura al 62’. Nel complesso decisamente insufficiente. 5

BAKAYOKO - Rimedia un pestone da Kucka che cerca di metterlo fuori causa dopo appena un minuto, ma Timù, per quanto dolorante, mantiene stoicamente il posto di comando nella mediana rossonera. La prestazione ne risente inevitabilmente e al 57’ lascia il campo per far posto a Cutrone. 5,5

CALHANOGLU - Le sollecitazioni di Gattuso sembrano aver prodotto l’effetto sperato: Hakan cerca di più la porta. Ma è il doppio lavoro di Calhanoglu a renderlo indispensabile per il tecnico rossonero: efficace in chiusura (per conferma ammirare l’intervento in scivolata al 28’) e utile tra le linee a scombinare l’assetto difensivo del Parma. Nella ripresa esce per far posto a Biglia. 6

SUSO - Inizio vivace e pimpante, segnale benaugurante di un Suso ritrovato. Mette in mezzo un paio di ottimi palloni per Borini che però non è un bomber e si vede. Fatica come tutto il resto della squadra a trovare spazi in avanti ma nella ripresa è lui con un pallone teso e violento di destro ad offrire l’assist vincente per il connazionale Castillejo. È di sicuro uno dei meno peggio in maglia rossonera. 6,5

PIATEK - Stranamente impreciso soprattutto nei controlli di palla, approssimativi in maniera inconsueta. Mai pericoloso e mai incisivo, tranne quando regala un assist vincente per Cutrone, peccato che da posizione di offside. 5

BORINI - La sensazione è che in match da vincere assolutamente, con squadre avversarie bloccate dietro, Borini non sia proprio il calciatore ideale da schierare. Nella ripresa, con tutti i cambi modulo di Gattuso, Borini finisce a fare il difensore e purtroppo da quella posizione regala al Parma la punizione del pareggio. A completare una giornata fallimentare, il corner al 93’, ultima speranza per il Milan, calciato direttamente fuori. 4

CUTRONE - Invocato come l’uomo della provvidenza dopo un primo tempo che più brutto non si può da parte del Milan. E in effetti il gol del vantaggio arriva in fretta, anche se per merito di Castillejo. Subito dopo è proprio Cutrone a firmare il raddoppio, peccato che l’assist arrivi da Piatek in fuorigioco di 2 millimetri. 6

CASTILLEJO - Gli bastano due minuti per impattare di testa un cross azzardato di Suso e sbloccare una partita che appariva incatenata al pareggio a reti bianche. Poi anche lui disorientato dai traslochi imposti dalle cervellotiche decisioni del suo allenatore. 6,5

BIGLIA - Entra solo per far danno. Rimedia un giallo senza mai una giocata positiva. 5

GATTUSO - Siamo alle solite: l’approssimazione e l’imprecisione con cui il Milan conclude ogni azione offensiva finisce per svilire ogni tentativo rossonero: cross sballati, rifiniture inguardabili e perfino un gran tiro in porta di Suso ribattuto da un compagno di squadra. Dopo un primo tempo di siffatta pochezza, Gattuso inizia la rivoluzione. Nella ripresa passa al 3-4-2-1, poi al 3-5-2, poi al 4-4-2, infine di nuovo al 4-3-3. Il risultato è una confusione palese da parte di tutti i calciatori del Milan, un pareggio irritante per il modo in cui è arrivato e una prestazione complessiva da 4. Come il voto meritato dal suo allenatore. 4