21 ottobre 2019
Aggiornato 12:30

Milan, che mazzata: la Fiorentina sbanca San Siro

Partita giocata in condizione di assoluta emergenza dagli uomini di Gattuso, costretto a schierare Calabria in mezzo al campo per l’assoluta e totale assenza di centrocampisti. Restano i dubbi sull’ostracismo a Montolivo, ma ormai la situazione appare insanabile.

Tutta la disperazione di Suso al termine del match
Tutta la disperazione di Suso al termine del match ANSA

DONNARUMMA - Resta a guardare per quasi tutto il match, mai sollecitato dagli attaccanti viola. Forse per questo sembra sorpreso dalla gran botta di Chiesa a rientrare che si infila all’angolino alla sua sinistra. 6

ABATE - La consapevolezza maturata nelle sue ultime prestazioni da centrale difensivo è una delle più gradevoli sorprese rossonere in questo scorcio di stagione. Ottimo un suo salvataggio in piena area al 19’. 6

ZAPATA - Di testa le prende tutte, ma non è una novita. Sono ormai diverse settimane che il colombiano offre abbondanti garanzie di impermeabilità alla difesa rossonera e Gattuso ne sta correttamente approfittando. 6,5

ROMAGNOLI - Non convinto dell’efficacia offensiva dei suoi compagni di squadra, parte lancia in resta al 20’, scambia stretto con Higuain al limite dell’area e viene anticipato da Vitor Hugo ormai a un passo da Lafont. Per il resto solita prestazione senza sbavature e ai confini della perfezioni. Avesse talenti come lui in altre zone del campo, Gattuso avrebbe risolto la maggior parte dei suoi problemi. 6,5

RODRIGUEZ - È suo il compito più gravoso di giornata, tenere a bada il pericolo numero uno della Fiorentina, Federico Chiesa. La prestazione dello svizzero è praticamente perfetta in fase difensiva (tanto che costringe Pioli a spostare il suo attaccante sull’altra fascia), non altrettanto efficace il suo appoggio alla manovra e la precisione dei suoi cross, ma l’occasione più importante del Milan al minuto 84’ nasce proprio da un colpo di testa di Ricky che costrige alla gran parata Lafont. 6,5

CALABRIA - Trasferito in una zona di campo non esattamente abituale per lui, inizia la partita con il giusto piglio e la percussione centrale al 2’ è un buon biglietto da visita per mister Gattuso. L’impegno è sempre quello delle grandi occasioni, però a tratti emerge nitida l’inadeguatezza del terzino rossonero a svolgere un compito per il quale sono necessarie ben altre qualità. Il suo errore più grande però è proprio in fase di non possesso: resta inchiodato a terra sulla finta di Chiesa che buca Donnarumma dalla distanza. 5

JOSÈ MAURI - Un bell’anticipo a metà campo al quarto d’ora rischia di innescare una pericolosa ripartenza del Milan, ma i suoi compagni non ne approfittano. Esegue il compitino senza mai tentare una giocata rischiosa o azzardando qualcosa, quando invece ai rossoneri servirebbe proprio un pizzico di creatività a metà campo. Esce per crampi a metà difesa. 5,5

CALHANOGLU - Il tiro al volo con cui inaugura il match, rischiosissimo, non dà la sensazione di un calciatore in crisi di fiducia. Ci riprova al 6’ dopo una lunga progressione centrale, ma stavolta il tiro è fiacco e sbilenco. Ben più pericolosa la palla gol costruita dal turco al 17’, perfino sfortunato al 43’ quando Milenkovic respinge sulla linea un sui tiro a portiere battuto. Commette diversi errori in fase di appoggio, risulta però lui - ancor più che Josè Mauri - l’uomo incaricato di impostare l’azione, oltre al fatto che almeno nel primo tempo è l’unico rossonero a concludere verso la porta avversaria. Cala nella ripresa. 6

SUSO - Come al solito è l’uomo più sollecitato del Milan, ma almeno nel primo le sue giocate mancano di brillantezza, come purtroppo per Gattuso accade ormai da qualche settimane. Poi l’uomo di Cadice si accende al 52’, un’azione personale sulla destra da applausi neutralizzata solo da un grande intervento di Lafont. Purtroppo per il Milan solo un lampo nella notte. Anche lo spagnolo è uno di quelli che avrebbe bisogno di rifiatare. 5,5

HIGUAIN - Un pallone rubato ad un avversario nella metà campo del Milan all’alba della partita regala al pubblico rossonero la sensazione di un Higuain maggiormente votato al sacrificio. Poi alterna errori banali (stop sbagliati in area, controlli errati) a discreti cambi di gioco, però dà la sensazione di non stare bene fisicamente. Un colpo di testa nella ripresa offre a Lafont l’occasione per un tuffo plastico ma non garantisce al Pipita la sufficienza. Per l’ennesima volta. 5

CASTILLEJO - Un intero primo tempo passato a giocare a nascondino. Quanto servirebbe a Gattuso il miglior Castillejo, ma lo spagnolo ex Villarreal sembra essersi un po’ perso rispetto alle sue prime uscite con la maglia del Milan. 4

CUTRONE - Prova una conclusione velleitaria nei minuti di recupero, ma oggi non è la sua giornata. 5,5

LAXALT  Entra e sbaglia tutto quello è possibile sbagliare in meno di metà tempo. Anche per quello ci vuole talento. 4

CONTI - Osannato dai tifosi rossoneri per il suo ritorno in campo dopo un anno e mezzo fuori per infortunio. Per il momento può bastare. s.v.

GATTUSO - In altre partite, il Milan messo alle strette aveva reagito con grinta e determinazione ottenendo ottimi risultati. Stavolta invece la moria di centrocampisti riesce ad avere un effetto nefasto sulla manovra rossonera. Resta sempre da capire perchè in estate non siano stati acquistati centrocampisti affidabili, visto che Bertolacci (oggi era infortunato, ma non avrebbe giocato lo stesso) e Montolivo non vengono mai presi in considerazione, ma questo è un problema che riguarda la società, non il tecnico. Oggi non resta che leccarsi le ferite e vedere il quarto posto svanire. Chissà se a questo punto il mercato invernale basterà a salvare la panchina di Gattuso. 5