13 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Ibrahimovic al Milan: patti chiari, amicizia lunga

Nelle ultime ore si fa un gran parlare del possibile arrivo al Milan di Ibra nel mercato di gennaio. I tifosi non vedono l’ora di riabbracciarlo, ma l’operazione appare molto delicata.
Zlatan Ibrahimovic esulta a modo suo
Zlatan Ibrahimovic esulta a modo suo (ANSA)

MILANO - «Zlatan Ibrahimovic ha appena compiuto 37 anni, ma è ancora in grande condizione, sa ancora fare la differenza, è forse l’atleta più forte che ho allenato dal punto di vista fisico. Si tratta di un professionista esemplare, non credo possa avere grossi problemi a giocare a certi livelli a 37 anni. Se tornerà al Milan, farà ancora la differenza». Il pensiero espresso senza esitazioni da Daniele Tognaccini, ex direttore di Milan Lab ai microfoni di RMC Sport, riesce a fugare senza mezze misure ogni incertezza sulla condizione fisica del gigante svedese, malgrado il gravissimo infortunio al ginocchio subito un anno e mezzo fa quando ancora indossava la maglia del Manchester United.

Tifosi in delirio
Non che i tifosi del Milan, letteralmente esaltati dall’ipotesi di riabbracciare Ibracadabra, abbiano mai avuto dubbi in proposito. Zlatan è sempre stato sinonimo di perfezione fisica e tecnica e il suo ritorno a casa sarebbe accolto come una sorta di benedizione.
E c’è da dire che l’affare non sarebbe nemmeno da considerare impossibile visti gli ottimi rapporti tra il calciatore e il suo staff da una parte e i vertici rossoneri, Leonardo che l’ha voluto al Psg e l’ex compagno di squadra Gattuso, dall’altra. Feeling positivo che andrebbe a sommarsi all’insoddisfazione maturata dallo svedese in questi primi mesi di Mls, campionato troppo poco allenante per un fenomeno affamato di competizione come Ibrahimovic.

Non più come prima
Di contro c’è una situazione al Milan che non è più quella precaria ed imbarazzante vissuta nell’ultimo quinquennio, quando uno come Zlatan sarebbe servito come il pane. Gli anni in cui al centro dell’attacco rossonero si sono alternati personaggi del calibro di Destro, Lapadula, Kalinic, Luiz Adriano, Bacca e potremmo continuare a lungo. Allora si che sarebbe servito uno come Ibrahimovic, ma in quel frangente il bomber aveva altri programmi: fare incetta di milioni tra Parigi, Manchester e Los Angeles, non considerando valide le offertine provenienti da via Aldo Rossi.

Ora c’è Gonzalo
Il Milan di oggi però è ben diverso da quello dell’ultimo lustro: oggi c’è una proprietà solida, una dirigenza seria, uno staff tecnico preparato e soprattutto un centravanti con le stimmate del fenomeno tanto quanto Ibrahimovic. Gonzalo Higuain, nuovo idolo dei tifosi milanisti, non è uno che ammette intromissioni nel suo ruolo di leader assoluto dell’attacco rossonero, così come Ibrahimovic non è il tipo da restare in disparte a guardare gli altri giocare e vincere.
Detto questo, Ibra è un giocatore in grado di spostare gli equilibri in qualsiasi squadra al mondo. L’importante è che le parti siano d’accordo su tutto, specialmente sulle modalità di utilizzo dello svedese. Della serie,  patti chiari e amicizia lunga. Il nuovo Milan non può permettersi polemiche e musi lunghi all’interno dello spogliatoio proprio adesso che sta ritrovando una sua dimensione di squadra importante.