20 agosto 2018
Aggiornato 12:30

Milan: da Maldini al nuovo Kaką, la versione di Leonardo

Ricca di spunti interessanti la conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore dell’area tecnica: dal mercato a Maldini, passando per le idee condivise con Gattuso e il capitolo cessioni.
Il nuovo direttore dell'area tecnica rossonero Leonardo
Il nuovo direttore dell'area tecnica rossonero Leonardo (ANSA)

MILANO - Enorme intelligenza, equilibrio, misura, garbo, ricercatezza nell’eloquio. Questo è quanto è emerso durante la prima conferenza stampa del nuovo Leonardo, fresco direttore dell’area tecnica e sportiva del Milan targato Elliott. Pronto a rintuzzare le insidie delle domande sulla contestazione dei tifosi («Rispetto le posizioni di tutti. La reazione dei tifosi è comprensibile, l'ho vissuto al momento del mio passaggio all’Inter nel 2010, quindi la conosco bene. Però se siamo qui a discutere dei sentimenti è perché ci sono stati») e visibilmente emozionato al pensiero di questa nuova avventura: «Qui al Milan c'è un pezzo della mia vita, parlo anche di Milano. Qui sono diventato adulto. Ho finito la mia carriera qui, ma la mia vita da adulto è interamente legata a questa città. Realizzare qualcosa qui, nella mia seconda casa, è la sfida più grande».

Effetto FPF

Ora però non c’è tempo per le emozioni. C’è da recuperare tempo perduto e Leonardo è costretto a concentrare tre mesi di mercato in appena tre settimane. «Ho incontrato tante persone, non solo la Juventus - le parole di Leo in conferenza stampa -. Siamo arrivati durante il mercato ed in ritardo, per giunta siamo legati al FFP. Diciamo subuto che non sarà un mercato folle, sarà moderato ed intelligente. Una cosa però posso dirla:, le idee di mercato di Gattuso e l’esigenza di acquistare una mezz’ala, un esterno offensivo e una punta centrale coincidono perfettamente con le mie. Ma adesso è tutto in divenire, perchè accadano delle cose devono succederne delle altre, come in una specie di effetto domino». Tradotto per i meno attenti, per poter acquistare sarà necessario vendere, solo così si terrà fede al regime imposto dal FPF.

I Singoli
Domande a raffica sui singoli. Locatelli: «È un ragazzo nato qua, come fosse un figlio, quindi c'è un rapporto sentimentale oltre agli aspetti pratici. Dovremo capire le intenzioni del giocatore, ma secondo me non ha concluso il suo percorso di crescita e se lo continuasse qua sarebbe meglio per tutti».
Bonucci: «Un’eventuale cessione dipende solo da una sua richiesta, ma è normale che un giocatore possa avere certi desideri. Così come quello di conoscere il progetto della nuova proprietà e gli obiettivi. In grande sintonia cercheremo di capire cosa succederà, ma non è detto che vada via».
Kalinic e Andrè Silva: «Per il croato ci sono tante opportunità, non solo l'Atletico. Stiamo ancora parlando, non siamo vicini all'accordo. Per André Silva il discorso è diverso. C’è da capire le sue intenzioni ma è giovane e vogliamo studiare la cosa migliore per tutti».

Il nuovo Kakà
Ma così si fa a mettere a segno qualcuno di quei colpi che hanno fatto entrare il dirigente Leonardo nella storia del Milan? «Per trovare potenziali fuoriclasse come Thiago Silva e Kakà serve tempo. Vanno seguiti per un anno, un anno e mezzo, scoprire cosa mangiano, cosa sognano, come vivono. Ogni dettaglio è importante prima di fare un investimento del genere. Per ora non abbiamo tempo purtroppo, per il futuro vediamo».
Magari anche con Paolo Maldini in squadra: «Una mano ci vuole, ci sono tante cose da fare e i tempi sono pochi, quindi forse un ds potrebbe essere utile. La scelta delle persone è importante, bisogna fare le cose con calma. Il discorso legato a Paolo Maldini però è diverso, lui rappresenta la storia del Milan. È un valore unico, enorme, se fosse con noi sarebbe una cosa molto bella. Vediamo».