15 ottobre 2019
Aggiornato 15:00

No, Valentino Rossi non ha bloccato Zarco in Yamaha. Ma Dovizioso sì...

È lo stesso giovane francese a smentire che il Dottore gli abbia chiuso le porte del team ufficiale. Quello che invece fece nel 2013 con Andrea, rivela il forlivese

Johann Zarco in sella alla Yamaha satellite del team Tech3 sulla griglia di partenza del GP di Francia di MotoGP a Le Mans
Johann Zarco in sella alla Yamaha satellite del team Tech3 sulla griglia di partenza del GP di Francia di MotoGP a Le Mans Michelin

ROMA – È stato davvero Valentino Rossi a bloccare la promozione di Johann Zarco al team ufficiale Yamaha? Questa è stata la versione sostenuta dal manager del giovane pilota francese all'atto della firma per il passaggio in Ktm, quasi a voler malignare sul fatto che il Dottore potesse temere l'arrivo di un compagno di squadra come lui. Invece, la più clamorosa delle smentite è arrivata per bocca del suo stesso protetto: «Yamaha non mi ha fatto nessuna proposta per il futuro – ha messo in chiaro Zarco ai microfoni di Corse di moto – Pensavo avrei potuto avere contatti già alla fine del 2017 ma non è stato così. Ci sono state delle voci sul fatto che Valentino mi avrebbe bloccato, ma io non la penso così. Rispetto troppo Vale per pensare questo e so che anche se lui è importante dentro la Yamaha, sono i giapponesi a decidere. Quindi nessuno ha chiuso la strada, solo che Yamaha voleva lavorare di più con Vale e Viñales e progettare il futuro con loro».

Honda ingannata
Una trattativa che invece Johann ha realmente tenuto a lungo in piedi, invece, è stata quella con la Honda: «Avevamo dei contatti con loro, ma il manager Ktm voleva tanto noi e volevamo prendere questa sfida con un costruttore europeo – ha proseguito il transalpino – Stanno crescendo e pensiamo che possiamo fare molto bene. Al fianco di Marc può essere fantastico ma anche difficile». In questo caso, insomma, sembra essere stato lo stesso Johann ad avere paura di condividere il box con un nome ingombrante come quello di Marquez. Un comportamento che non è piaciuto per niente al team manager della casa di Tokyo, Alberto Puig: «Ho chiesto a Johann se un giorno avremmo mai parlato, in modo totalmente informale, lui ha risposto che mi avrebbe tenuto informato, ma da quello che abbiamo visto tutti aveva già firmato con Ktm – ha rivelato a Movistar Tv – Diciamo che lui e il suo manager mi hanno ingannato, non mantenendo la parola, da parte nostra tengo comunque a sottolineare che non c’è mai stata una vera offerta. Personalmente, penso che se vuoi misurarti con un gran pilota devi prendere la sua stessa moto, altrimenti è molto complicato confrontarsi».

La concorrenza con Dovizioso
Chi invece si vide la strada che portava al team ufficiale Yamaha davvero sbarrata da Valentino Rossi fu Andrea Dovizioso. All'interno della sua autobiografia 'Asfalto', recentemente data alle stampe da Mondadori, infatti, Desmodovi ha rivelato un retroscena inedito sul 2013, quando lo stesso pilota forlivese era reduce da una stagione di rilancio con la M1 satellite e sarebbe sicuramente stato scelto per affiancare Jorge Lorenzo, se il fenomeno di Tavullia non avesse deciso di tornare a Iwata dopo il biennio disastroso con la Ducati. «L’idea mia e di Simone (Battistella, il suo manager, ndr), era di passare nel 2013 al team ufficiale Yamaha – ha raccontato Andrea – È un pensiero logico: con la Tech3 sto facendo benissimo e ho riverniciato la mia immagine dopo le stagioni in Honda; in più, Spies come compagno di Lorenzo in Yamaha sta andando male, e infatti al termine del 2012 chiuderà dietro di me in classifica. L’idea di una squadra Lorenzo-Dovizioso per la stagione 2013 ha sempre più senso. La Yamaha non prende posizione e, come scoprirò tanto tempo dopo, il grande capo Lin Jarvis in quei giorni fa già intendere a Simone che forse sarebbe meglio lasciar perdere e cercare altrove. Ora, io conosco una sola cosa che viaggia più veloce di noi piloti in un circuito: le voci. E infatti l’ipotesi che Valentino voglia mollare e tornare dov’era inizia a girare nel paddock e sui giornali. È palese infatti che per quanto Rossi possa aver fallito con la Ducati o addirittura, come dicono i soliti che sparano sentenze senza sapere nulla, possa essere bollito la Yamaha preferisce lui a me. Del resto, preferirebbe lui a chiunque altro, per mille motivi che fanno gola anche agli organizzatori: se Valentino che lascia la Yamaha nel 2011 è stato un botto clamoroso, Valentino che ci ritorna per la grande rivincita lo sarebbe ancora di più. Il mio film termina qui. Quello che pensavo fosse il mio posto se lo è già prenotato lui. Le porte della Yamaha mi si chiudono davanti per ragioni indipendenti da me, ma comunque si chiudono».