«Il nuovo Marquez»? La Suzuki ingaggia il 20enne fenomeno Mir

Il maiorchino ha bruciato le tappe, raggiungendo la classe regina dopo solo due stagioni e mezzo di Motomondiale, con in tasca un titolo iridato in Moto3
Joan Mir nel box del team Marc Vds in Moto2
Joan Mir nel box del team Marc Vds in Moto2 (ANSA)

ROMA – Qualcuno lo chiama «il nuovo Marc Marquez», in molti lo ritengono il giovane pilota più promettente delle classi inferiori del Motomondiale. Quel che è certo è che oggi Joan Mir è diventato ufficialmente un futuro pilota di MotoGP, quando alle spalle ha appena due stagioni e mezzo di esperienza nel campionato iridato. La Suzuki ha messo sotto contratto il maiorchino, classe 1997, per le prossime due stagioni, come sostituto di Andrea Iannone al fianco di Alex Rins, e se un team principal esperto come Davide Brivio ha deciso di scommettere su un emergente come lui, il cui debutto in Moto3 risale appena all'inizio del 2016, è perché in questi pochi anni ha già avuto modo di dimostrare inequivocabilmente di cosa è capace.

Azzardo con convinzione
Dodici mesi dopo il suo esordio assoluto conquista già il suo primo Mondiale al termine di un campionato dominato, poi all'inizio del 2018 passa in Moto2 e, dopo appena cinque Gran Premi, conquista già il suo primo podio. Non è un caso se, oltre alla Suzuki, a contendersi i suoi servizi ci fossero anche altri due team ufficiali come Honda e Ducati. «Joan Mir ha solo 20 anni, ma è già diventato campione del mondo con un record impressionante di dieci vittorie l'anno scorso, dimostrando molte doti – ha messo in chiaro Brivio – È fiero, arguto, simpatico e molto veloce: tutte caratteristiche che cerchiamo in un giovane pilota, che voglia correre con noi non solo per il prestigio di una moto ufficiale nella classe regina, ma soprattutto perché crede nel nostro progetto sportivo. Parlandogli mi sono reso conto di quanta chiarezza ci sia nei suoi pensieri, di quanto apprezzi il progetto Suzuki e di quanta voglia avesse di correre con noi: questa è stata una grande spinta. Ovviamente, sappiamo benissimo che avrà bisogno di tempo per fare esperienza e crescere con noi, ma abbiamo piena fiducia nel suo potenziale. La dirigenza Suzuki ci ha incoraggiato a perseguire la filosofia dei giovani e con Joan penso che abbiamo trovato il protagonista perfetto per questo ruolo. Con Alex e Joan abbiamo due piloti di grande talento e il nostro obiettivo è quello di creare un team forte per il futuro». Chissà se si tratta davvero del nuovo Marquez: per ora Mir ha seguito certamente le orme dei suoi connazionali Alex Rins e Maverick Vinales, tutti portati in MotoGP (e con discreto successo) dalla casa di Hamamatsu.