14 novembre 2018
Aggiornato 16:30

Milan, caccia al bomber del futuro: una poltrona per tre

Mercato Milan: per l’attaccante del futuro, la dirigenza rossonera guarda al passato e monitora tre attaccanti già entrati nel mirino del club di via Aldo Rossi.
Andrea Belotti, attaccante del Torino e della Nazionale
Andrea Belotti, attaccante del Torino e della Nazionale (ANSA)

MILANO - «Oggi non voglio parlare del fatto che a questa squadra manchi un bomber da 15-20 gol a stagione, è un dato di fatto evidente». Una frase netta, precisa, volta ad esprimere un concetto sul quale nessuno ha più alcun dubbio. La rilevanza fondamentale nasce dal fatto che a pronunciare queste parole non è uno dei tanti tifosi del Milan deluso dall’andamento della stagione, ma proprio Gennaro Gattuso, l’allenatore rossonero ad oggi e per le prossime due stagioni.
Un segnale inequivocabile che se c’è un settore di intervento per il prossimo mercato estivo quello è proprio quello dedicato agli attaccanti, a cominciare da un centravanti di peso, carisma ed esperienza, in grado di risolvere una volta per tutte l’annosa questione della poca prolificità del reparto offensivo rossonero.

14 gol in tutto
A certificare un fallimento su tutta la linea basta un dato: tre punte centrali in rosa, Kalinic (5), Andrè Silva (2) e Cutrone (7) per complessivi 14 gol stagionali. Meno della metà di quanto fatturato dal capocannoniere del campionato di serie A Ciro Immobile, che da solo ne ha segnati 29. Un fallimento epocale testimoniato dal fatto che il miglior realizzatore del Milan il classe ’98 cresciuto nel vivaio del Vismara, ha comunque realizzato meno di gente come Cristante, Veretout, Khedira, Politano e Antenucci, non proprio identificabili come bomber di razza ma tutti più su in classifica del giovane Patrick.

Budget da valutare
Ecco allora l’esigenza di intervenire, ma come? Il budget a disposizione della dirigenza è ancora tutto da valutare, in attesa della sentenza Uefa sul fairplay finanziario e delle pratiche per il rifinanziamento del debito con Elliott. Ma un discreto tesoretto potrebbe comunque essere messo da parte da Fassone, grazie alle cessioni di qualche calciatore rossonero, in primis Suso, ma anche Bacca (vicino al riscatto da parte del Villarreal grazie anche alla tripletta realizzata domenica) e magari uno o due degli attuali centravanti del Milan, Kalinic e Andrè Silva fortemente indiziati.

Belotti in cima
Il nome più caldo continua ad essere quello di Andrea Belotti, seppur anche lui vittima di una stagione tutt’altro che esaltante, impreziosita dalla miseria di 9 gol. Pensate solo se il Milan l’avesse acquistato l’estate scorsa a fronte dei 100 milioni richiesti da Cairo, apriti cielo, Fassone e Mirabelli sarebbero stati costretti alla fuga dall’Italia.
Ma in scia restano altri due centravanti che il club di via Aldo Rossi ha già seguito in passato. Il primo è il bosniaco della Roma Edin Dzeko, protagonista di una stagione a livello realizzativo non all’altezza della precedente, ma comunque decisivo nella marcia trionfale dei giallorossi in Champions League.

Tra Dzeko e Morata
L’ex Manchester City potrebbe rivelarsi un acquisto alla portata delle casse rossonere, soprattutto in virtù di una carta d’identità che recita 1986 come anno di nascita. Un dato di fatto che dovrebbe mettere al riparo Fassone da richieste esorbitanti.
Più o meno quello che potrebbe accadere se dovesse riaprirsi la trattativa con l’entourage di Alvaro Morata, approdato al Chelsea la scorsa stagione ma mai realmente entrato nei cuori dei tifosi londinesi. Al termine della stagione poi Antonio Conte lascerà la panchina, probabilmente all’ex rossonero Carlo Ancelotti, a cui spetterà il compito di decidere se tenere il centravanti spagnolo (difficile) oppure metterlo sul mercato e cercare qualche soluzione alternativa. Se così fosse il Milan potrebbe tornare alla carica, naturalmente solo per un cifra ben inferiore ai 60-70 stanziati la scorsa estate.