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Milan, tempo di bilanci: con Gattuso sarebbe Champions

Al termine di un girone completo con il tecnico calabrese in panchina, il Milan terzo dietro solo a Juventus e Napoli. Peccato per l’inizio stagione con Montella che ha compromesso tutto.

Gattuso esulta con i suoi calciatori
Gattuso esulta con i suoi calciatori (ANSA)

MILANO - È finito il girone per Rino Gattuso e, come sempre quando finisce qualcosa, è tempo di bilanci. Era la vigilia di Benevento-Milan quando Vincenzo Montella apprese dalla dirigenza rossonera di essere stato sollevato dall’incarico di tecnico del Milan e sostituito con l’allora allenatore della Primavera. Da quel momento, la squadra guidata dal condottiero calabrese ha giocato 19 partite di campionato, conquistando 34 punti. Non siamo proprio alla media di 2 punti per gara che secondo molte analisi garantirebbe la Champions League, ma comunque, calcolando solo gli ultimi 19 turni di campionato il Milan sarebbe terzo dietro a Juventus (51) e Napoli (43), ma soprattutto davanti ad Atalanta e Fiorentina (33), Lazio e Roma (32), e dulcis in fundo Inter, staccata con 27 punti.

Squadra viva
Può bastare per incoronare Gennaro Gattuso e nominarlo ufficialmente l’uomo della rinascita rossonera? Non esattamente, o quanto meno non ancora, se non altro perchè ci sono ancora un paio di traguardi e di obiettivi da raggiungere: il primo naturalmente è la finale di Coppa Italia contro la Juventus in programma il prossimo 9 maggio; il secondo è la qualificazione in Europa League e su quel fronte il Milan deve guardarsi alle spalle dal prepotente ritorno di Atalanta e Fiorentina: «Noi dobbiamo pensare a fare il nostro, non dimenticandoci da dove siamo partiti 4 mesi fa - le parole di mister Gattuso alla vigilia di Milan-Benevento -. Non vinciamo da 1 mese a questa parte, ma siamo una squadra viva, anche se qualche singolo giocatore è un po' stanco. Quando si indossa una maglia pesante e gloriosa come quella del Milan non c'è nulla di facile, pesa la storia. Oggi chi sta meglio deve cercare di metterci qualcosa di più per il compagno. Voglio vedere il senso di appartenenza e la voglia di combattere. Non dobbiamo avere paura, poi vedremo dove arriveremo. Non cambia molto essere inseguito o inseguitore. Di stimoli ne abbiamo tanti. E' un po' di tempo che sento dire che non abbiamo stimoli, sono chiacchiere da bar».

Non si cambia
A complicare la rincorsa del Milan, oltre al calendario complicato delle ultime partite e un’evidente stanchezza palesata da alcuni dei titolarissimi rossoneri, anche la poca prolificità del reparto offensivo: «Io devo cercare di fare risultato e raggiungere gli obiettivi, non pensare al record negativo degli attaccanti. Io son rimasto deluso contro il Torino, perchè abbiamo creato poco. Oggi la mia priorità è mettere le punte in condizione di segnare. Secondo me il problema principale non è quello delle due punte. Io e il mio staff abbiamo determinate idee, studiamo e sappiamo quali sono pregi e difetti di questa squadra».
Malgrado queste parole, contro il Benevento si fa sempre più concreta l'ipotesi di un Milan a due punte schierato con il 4-4-2 e la seguente probabile formazione: Donnarumma tra i pali; linea difensiva formata da Calabria, Bonucci, Zapata e Rodriguez; Borini, Kessiè, Biglia e Bonaventura in mezzo al campo; Cutrone e Andrè Silva in avanti. Turno di riposo per lo spagnolo Suso.