18 settembre 2020
Aggiornato 21:30
Calcio | Nazionale

Il Milan si coccola il suo nuovo fenomeno

La rimonta del Milan passa anche dalla crescita inarrestabile di alcuni dei suoi principali calciatori. Uno di questi è il centrale Alessio Romagnoli, autentico fenomeno della difesa rossonera.

MILANO - Ogni impresa sportiva ha il suo eroe. Anche se si tratta di sport di squadra. Nella straordinaria rimonta del Milan di Rino Gattuso sono in tanti a meritare una nota di merito, una segnalazione, una lode, a cominciare dal rivoluzionario allenatore rossonero, capaci di rivoltare come un guanto una squadra spenta e demotivata e farla diventare un gruppo monolitico formato da guerrieri affamati di vittoria. Il mio personalissimo Oscar va però all’uomo copertina degli ultimi giorni. Colui che dopo aver disputato una partita strepitosa al cospetto della Lazio, tra l’altro la sua vecchia squadra del cuore, si è assunto la responsabilità di tirare il calcio di rigore decisivo per la vittoria finale, togliendo le castagne dal fuoco a compagni di squadra più esperti ed anche rigoristi doc come Lucas Biglia e Nikola Kalinic.

Alessio, il re della difesa
Parliamo naturalmente di Alessio Romagnoli, diamante purissimo della difesa rossonera, assurto agli onori delle cronache nell’ultima settimana capitolina, ma protagonista di un 2018 strepitoso che vogliamo celebrare rievocando le pagelle che hanno caratterizzato gli ultimi due mesi dell’ex centrale di Roma e Sampdoria. A cominciare da Milan-Crotone, prima partita dell’anno nuovo, fino a Lazio-Milan di Coppa Italia, che ha consegnato al calcio italiano il difensore su cui puntare forte per il prossimo decennio. E a proposito, di quotazioni di mercato, se Virgil van Dijk è costato al Liverpool 85 milioni e Aymeric Laporte è stato pagato 65 dal Manchester United, oggi il valore di Alessio Romagnoli non può essere inferiore ai 120 milioni. Così, giusto per lanciare un messaggio ai tanti club che a giugno verranno a bussare alla porta di Mirabelli.

Milan-Crotone, 6 gennaio: Si disimpegna con disinvoltura in anticipo su Budimir, nella ripresa è chiamato ad un maggiore impegno, ma senza mai mostrare affanno. 6,5

Cagliari-Milan, 21 gennaio: Il migliore della difesa rossonera, come peraltro accade di frequente. Talvolta saltato per le strane traiettorie del pallone guidato da folate di vento imprevedibili, recupera sempre la posizione e dalle sue parti non passa. Quando Pavoletti riceve palla nella sua zona, finisce poi per girare al largo per evitare il confronto con Romagnoli. Nel finale tutte le palle di testa sono sue. Insuperabile. 7,5

Milan-Lazio, 28 gennaio: Sempre preciso e puntuale, anche negli anticipi a metà campo sul macchinoso attaccante della Lazio Caicedo. Salva un gol fatto al 20’ della ripresa respingendo un tiro di Milinkovic Savic destinato in fondo al sacco. Clonatelo. 7

Udinese-Milan, 4 febbraio: Chiamato a chiudere tutte le avanzate friulane, è lui l’ultimo baluardo rossonero. Ed è proprio quando è costretto ad uscire a coprire zone non di sua competenza che il Milan rischia in mezzo, come in occasione del colpo di testa di Lasagna a metà primo tempo che per fortuna finisce fuori. Super anche quando si libera dai compiti di marcatura e si dedica al rilancio con il suo sinistro educato. Mette una pezza alle amnesie del compagno di reparto, ma non può nulla sul frittatone del pareggio. 7

Spal-Milan, 10 febbraio: Un buon 30% di merito per il gol del vantaggio rossonero va ascritto proprio al centrale di Anzio che si fa trovare pronto di testa sul cross pennellato di Suso. Meret gli toglie la gioia del gol, ad esclusivo beneficio di Cutrone lo spietato. Troppa leggerezza però nei disimpegni, specie nella fase centrale del primo tempo. Ecco forse il più grande limite del difensore rossonero, un’eccessiva fiducia nei proprio mezzi che talvolta lo porta a strafare. 6

Ludogorets-Milan, 15 febbraio: Chiamatelo Wolf, come il protagonista di Pulp Fiction che risolveva problemi. In ogni situazione ingarbugliata nella metà campo rossonera, c’è sempre Romagnoli a sbrogliare la matassa. Sicuro con la palla tra i piedi e poderoso nel gioco aereo. Uno dei talenti più puri del nuovo Milan. 7,5

Milan-Sampdoria, 18 febbraio: La solita sicurezza in difesa. Azzera l’attacco blucerchiato, mai in difficoltà come contro il Milan, sovrasta tutto e tutti di testa e per non perdere il vizietto sfiora anche il gol su perfetto servizio di Calhanoglu da calcio di punizione. 7

Milan-Ludogorets, 22 febbraio: È in uno stato di grazia pazzesco, c’è poco da dire. Ogni cosa fatta dal centrale di Anzio appare semplice, sbriga qualsiasi pratica con la naturalezza e la classe tipica dei grandi campioni. Anche in una partita apparentemente semplice, i compagni lo costringono alla solita moltiplicazione dei miracoli.7,5

Roma-Milan, 25 febbraio: Nemmeno un minuto di gioco e «Wolf-risolvo problemi» confeziona il primo miracolo di giornata, togliendo la palla dalla testa di Schick a due metri dalla linea di porta. Il secondo arriva al tramonto del primo tempo, quando strappa dai piedi di Pellegrini un pallone molto pericoloso. Nella ripresa Manolas gli sfila dal destro la palla del raddoppio. Nell’assalto finale della Roma di testa le prende tutte lui, come consuetudine. Brinda alle sue prime 100 partite in maglia rossonera con la consueta prestazione eccellente. 8

Lazio-Milan di Coppa Italia, 28 febbraio: Oppone resistenza a quella furia di Immobile per tutta la durata del match, ma è su Milinkovic Savic al minuto 106 che è costretto ad un salvataggio miracoloso che vale quanto un gol. Come se non bastasse segna anche l’ultimo rigore che regala ai rossoneri la finalissima contro la Juve. Eroico. 10