19 ottobre 2019
Aggiornato 11:00

Futuro della panchina del Milan: più Sarri, meno Conte

Al Milan la speranza è che Gattuso ribalti i risultati della stagione in corso e porti a casa un trofeo, in caso contrario sono già iniziate le grandi manovre.

Il manager del Chelsea Antonio Conte
Il manager del Chelsea Antonio Conte ANSA

MILANO - Partiamo da un presupposto: in casa Milan, proprietà, dirigenti, tifosi, fanno tutti il tifo per Gennaro Gattuso. Vincere un trofeo al termine di questa tribolata stagione, la Coppa Italia o magari addirittura l’Europa League che garantirebbe l’agognato accesso nella prossima Champions League, sarebbe un sogno. Rappresenterebbe qualcosa di straordinario che probabilmente costringerebbe Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli a rivedere i propositi di cambio della guardia in panchina per la prossima stagione. Ma visto che non si può vivere solo di sogni, in via Aldo Rossi sono già iniziate - e da parecchio tempo - le consultazioni per trovare un nuovo tecnico di spessore internazionale in grado di riportare il Milan ai fasti di un tempo.

Conte addio
Se fino a qualche giorno fa il gran favorito per la corsa alla panchina rossonera era Antonio Conte, ormai prossimo al divorzio dal Chelsea con la cui dirigenza i rapporti sono ormai ai minimi termini malgrado la vittoria nella passata edizione della Premier League, adesso gli scenari potrebbero essere mutati. Non perchè l’ex allenatore della Juventus abbia cambiato idea sull’abbandono della perfida terra d’Albione, anzi, quello sembra essere l’unica certezza della prossima stagione. È che da qualche giorno a questa parte sembrano essersi fatti insistenti i canti delle sirene parigine che lo vorrebbero come nuovo tecnico del Paris Saint Germain al posto di Unai Emery. Tutto dipende naturalmente dal rendimento di Neymar e compagni nel prosieguo di Champions League, perchè se il Psg dovesse eliminare il Real Madrid negli ottavi e proseguire il cammino fino alla vittoria finale della coppa dalle grandi orecchie, nessuno si azzarderebbe più a mettere in discussione l’allenatore spagnolo. Ma, come appare piuttosto evidente, la meta è decisamente lontana e il percorso periglioso.

Sirene parigine
Ecco perchè un futuro di Conte sotto la Tour Eiffel è tutt’altro che remoto. Senza dimenticare che c’è sempre la Federazione Italiana Giuoco Calcio, ancora alla disperata ricerca di un nuovo ct dopo il fallimento dell’avVentura mondiale. Anche su quel fronte però dovremo attendere le elezioni del nuovo presidente federale, al quale spetterà il compito di prendere la decisione tanto attesa ed eventualmente formalizzare l’offerta al manager del Chelsea per un Conte-bis.

Opzione Sarri
Tutto questo per chiarire le ragioni che stanno portando Fassone e Mirabelli a scandagliare altri territori, finora inesplorati. Uno, ad esempio, porta a Maurizio Sarri, il tecnico prodigio che sta facendo sognare Napoli, dando filo da torcere all’invincibile Juventus nella corsa allo scudetto e facendo innamorare tutti gli appassionati di calcio per il bel gioco espresso dalla sua squadra. Ebbene, l’ex tecnico dell’Empoli  da giugno potrà accasarsi altrove grazie ad una clausola rescissoria di 8 milioni pattuita ai tempi del rinnovo contrattuale con il presidente De Laurentiis. Opzione che sta iniziando ad ingolosire molti club europei, oltre naturalmente al Milan.
A conferma di tutto ciò, c’è da registrare una dichiarazione importante di Enrico Fedele, ex direttore sportivo del Parma, il quale ai microfoni di Radio Marte ha svelato una curiosa indiscrezione sul futuro di Maurizio Sarri: «Il suo ciclo a Napoli è finito e credo che indipendente dal fatto che vincerà o meno lo scudetto, al termine della stagione andrà via. Le voci dicono che il suo futuro sarà al Milan».