25 settembre 2021
Aggiornato 15:00
Calcio | Nazionale

Milan: una vittoria che non placa l’assurda lotta intestina

Mentre la squadra rossonera fatica a tirarsi fuori dalle sabbie mobili di una classifica diventata pericolosamente deficitaria, all’esterno della zona franca di Milanello continua a montare la polemica tra i tifosi. Da una parte i seguaci del berlusconismo d’antan, dall’altra i supporter della nuova proprietà cinese.

MILANO - È bastato il successo ottenuto domenica sera ai danni del Sassuolo, tre punti tanto preziosi quanto fondamentali per proseguire un’impervia rincorsa alle zone alte della classifica, per ridare fiato ai tifosi del Milan, sull’orlo di una crisi di nervi dopo un paio di mesi di inspiegabile crollo fisico-psicologico-tecnico-tattico della squadra di mister Montella.
Il problema attuale della tifoseria milanista è la nettissima spaccatura che si è creata tra i fedelissimi della vecchia falange berlusconiana, quelli che girano ancora oggi con il santino di Galliani nel portafogli, e gli scudieri della nuova proprietà cinese, pronti a celebrare qualsiasi gesto di Yonghong Li, Fassone e Mirabelli, solo perchè hanno liberato il club di via Aldo Rossi dall’ormai intollerabile dittatura dell’ultimo trentennio.

Faida interna
Non ci vuole un genio però a capire quanto questa faida interna tra i fans del diavolo si stia rivelando altamente controproducente per la serenità, la quiete e la conseguente crescita di una squadra composta per la gran parte da giovanissimi. Oltre al fatto che le continue polemiche montate artatamente da chi gode di questo (non c’è bisogno di fare riferimenti specifici, basta guardare come viene quotidianamente impiastricciato il web), stanno finendo per minimizzare le cose buone fatte da Montella e i suoi ragazzi ed amplificare gli errori - reali o eventuali - commessi dall’attuale dirigenza. 

Insoddisfazione perenne
E così finisce che se il Milan vince a Sassuolo grazie ai gol dei vecchi rossoneri Romagnoli e Suso, alle giocate di Montolivo, Abate e Locatelli e alle parate di Gigione Donnarumma, non si applaudono i protagonisti della vittoria - tutti e undici, non solo coloro che mettono la firma sui tabellini -  ma si accusano Fassone e Mirabelli per aver sbagliato il mercato visto che tra i tanti nuovi acquisti in molti ancora tardano a carburare.

Pronostici tafazziani
A questo dobbiamo aggiungere la comprensibile diffidenza di quei tifosi «sani» che assistono equidistanti alle vicende del Milan come se si trattasse di un pezzo di cuore che ogni domenica finisce sotto i ferri. Appassionati rossoneri talmente scottati dalle scoppole incassate in serie nelle prime giornate di campionato che poi fanno fatica a lasciarsi andare ed esultare per la vittoria. Così ecco il festival delle sentenze autodistruttive: «Abbiamo vinto contro il Sassuolo, ma solo per demeriti loro», oppure «La nostra fortuna è che i neroverdi sono calati, altrimenti non l’avremmo vinta», per concludere con il pronostico tafazziano per eccellenza «A Napoli ne prendiamo 3 o 4, come minimo. Non c’è storia». 

L’esempio da seguire
Ecco, questa è la fotografia della situazione attuale della tifoseria rossonera. Da confrontare, attenzione attenzione, con quello che succede dall’altra parte del Naviglio, dove l’Inter porta oltre 70.000 persone a San Siro per vedere il match contro il Torino, un muro nerazzurro compatto a sostegno della propria squadra senza lotte intestine autodistruttive e stupide. Per quanto doloroso possa sembrare un suggerimento del genere, i tifosi rossoneri dovrebbero prendere esempio: il Milan ha bisogno di un popolo unito, caldo e appassionato. Adesso, subito, non quando le cose saranno tornate a posto (auguriamoci tutti molto presto). 
Allora sarà troppo facile.