20 gennaio 2021
Aggiornato 02:00
Serie A | Inter, 2 - Milan, 1

Milan ko nel derby, ora la Champions è un miraggio

Un Milan double-face non ce la fa a risalire la china dopo un primo tempo imbarazzante. Ancora una volta i rossoneri sono costretti a pagare un assetto tattico cervellotico scelto da Montella. Una ripresa strepitosa non basta a completare la rimonta, colpa di Rodriguez che al 90’ regala un rigore ai nerazzurri.

DONNARUMMA - Non ha eccessive colpe, ma il fenomenale portiere che faceva miracoli domenica dopo domenica sembra sepolto sotto le pesantissime pagine di quel contratto da 6 milioni di euro l’anno. Ridateci il vecchio Gigione. 5,5

MUSACCHIO - Grandi responsabilità sul primo gol di Icardi, poi si barcamena con garra e volontà. Ma la macchia sul suo curriculum odierno resta. 5,5

BONUCCI - Ecco un altro rossonero che sembra la bruttissima copia del bel giocatore visto negli anni scorsi in maglia Juve. Disattento sul cross di Candreva che finisce sui piedi di Icardi alle sue spalle in occasione del primo gol, a goffa distanza di insicurezza dal centravanti nerazzurro in occasione della seconda segnatura. Insufficiente. Ancora una volta. 5

ROMAGNOLI - Dei tre dietro è il meno peggio. Troppo fuori posizione in occasione del primo gol dell’Inter, rimedia un’ammonizione in avvio di gara per cui Montella nella ripresa lo sostituisce. Nella ripresa tenta anche il gol con una coraggiosa sortita nell’area avversaria, con la speranza di bissare il miracolo dell’ultimo derby. Ma stavolta non va nello stesso modo. 5,5

BORINI - È il migliore in campo del Milan e riporta alla mente le dichiarazioni di Gattuso quando giovava lui: «Se il migliore della squadra sono io vuol dire che qualcosa non funziona». Ecco, riferire il messaggio a Vincenzo Montella. Ps-se avesse poco poco dei piedi decenti, Borini sarebbe un gran bel giocatore. Ma purtroppo non è così. 7 per l’impegno

KESSIE’ - Primo tempo anonimo fino ad una fiammata sul finire della frazione che avrebbe meritato una migliore conclusione. Nella ripresa Montella lo lascia negli spogliatoi. 5,5

BIGLIA - Voto di media tra il 7 dell’ottimo primo tempo e il 5, con annessa sanguinosa palla persa in occasione del secondo gol nerazzurro, della ripresa, quando la stanchezza prende il sopravvento. È evidente che l’argentino arrivi a fine partita con la lingua per terra. Gli oltre 10000 km percorsi per giocare con l’Argentina e le enormi energie profuse per portare la sua nazionale in Russia stasera si sono fatti sentire. 6

BONAVENTURA - Prima parte di gara ai confini dell’irritante, poi riemerge dal torpore e regala un secondo tempo vibrante che culmina con il gol che regala il secondo momentaneo pareggio al Milan. Peccato che duri poco. 6,5

RODRIGUEZ - Dispiace per Richie, ma una sciocchezza sesquipedale come quella commessa al 90’ in occasione del rigore per l’Inter non ammette assoluzione. Un errore di una gravità inaudita e per giunta inutile. 4

SUSO - Vedi Bonaventura. Vittima anche lui del primo tempo imbarazzante di tutta la squadra, si rianima nella ripresa e regala le sue solite perle di eleganza, classe e talento infinito. Il suo gol è un concentrato di sublime poesia calcistica, speriamo che Montella capisca una volta per tutte che Suso meriti di giocare sempre e soprattutto nella sua posizione, non in giro per il campo senza una collocazione. 7

ANDRÈ SILVA - Nel primo tempo prende botte dai due centrali nerazzurri, nella ripresa invece trova conforto grazie alla presenza di Cutrone e con lui accanto torna alla carica dell’Inter. Un suo gran tiro si va a schiantare contro il palo interno confermando la teoria dell’ormai leggandaria fortuna di Handanovic (ottavo legno colpito dagli avversari). 6

CUTRONE - C’è già qualcuno che ha paragonato Cutrone a Inzaghi? Ovviamente si, ma dopo la partita di stasera c’è una ragione in più. SuperPippo era chiamato «alta tensione» per la sua capacità di dare la scossa alla squadra una volta entrato in campo. Esattamente quello che è stato capace di fare il baby bomber rossonero nella ripresa. Alla faccia della tenera età. 7

LOCATELLI -  s.v

MONTELLA - Di sicuro nessuno lo licenzierà dopo un derby perso in questo modo, ma le critiche all’allenatore rimangono tutte sul tavolo. Un Milan schierato senza nè capo nè coda nel primo tempo finisce sotto senza opporre la minima resistenza. Poi nella ripresa la svolta tattica che dà la sveglia alla squadra. Ma quei primi 45’ di nulla pesano sulla coscienza del tecnico. Ancor di più del decimo posto e di un posto Champions che ormai dista ben 7 punti dopo appena 8 giornate. 4