19 novembre 2018
Aggiornato 21:00

Il Milan cede: vicino il si al Toro e ai 15 milioni per Niang

Potrebbe essere arrivata alla conclusione la vicenda che vede protagonista l’attaccante francese del Milan. Dopo il rifiuto dello Spartak Mosca che aveva offerto 22 milioni di euro, il certificato medico per stress e la voglia di Toro che però mette sul piatto 7 milioni in meno. Fassone e Mirabelli stanno per dire si.
L'attaccante francese Niang
L'attaccante francese Niang (ANSA)

MILANO - Stavolta forse ci siamo. Il Milan sta per cedere alla simil-estorsione (tutto legale, per carità) praticata dal Torino per M’Baye Niang e sembra intenzionato ad accettare l’offerta di 15 milioni di euro per cedere il bizzoso e problematico attaccante francese. I capricci dell’ex Montpellier, abilmente stimolati da quello che sembra essere diventato il nemico numero uno di via Aldo Rossi, Mino Raiola, costeranno al club rossonero almeno 7 milioni di euro. Praticamente la differenza tra quanto aveva offerto lo Spartak Mosca per acquistare Niang e quanto invece messo sul piatto da Urbano Cairo per accontentare Sinisa Mihajlovic.

Inutile resistere
A nulla è valsa la ferma intenzione di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli di resistere fino alla fine del mercato e non soggiacere ai ricatti dell’arguto ed indisponente ex pizzaiolo italo-olandese. Alla fine, fatti due conti, è sembrato molto più saggio accettare l’offerta del Torino, bassina rispetto al valore di mercato del calciatore ma pur sempre una plusvalenza per il Milan, anzichè tenere Niang controvoglia a Milanello per una lunga e faticosissima stagione. Meglio quindi eliminare gli elementi di disturbo, anche a prezzo della rinuncia a qualche milioncino. 

Il peccato originale
Era già capitato con Carlos Bacca, spedito al Villarreal con la formula del prestito con diritto di riscatto, poco gradita ai rossoneri ma alla fine rivelatasi l’unica per liberarsi del colombiano.
Alla fine l’ostacolo più arduo affrontato dalla nuova dirigenza è stato quello di fare i conti con le nefandezze perpetrate da Adriano Galliani. Se il Milan si ritrova oggi a dover gestire missioni impossibili come quelle delle cessioni dei vari Josè Sosa, Paletta, Niang, Gustavo Gomez, è solo ed esclusivamente per la malagestio della vecchia amministrazione. Chissà per quanto ancora il club di via Aldo Rossi dovrà pagare per le malefatte del suo ex amministratore delegato.