9 dicembre 2019
Aggiornato 14:30

Perchè è impossibile brindare al rinnovo di Donnarumma

Il popolo rossonero è spaccato di fronte alle notizie proveniente dal fronte rinnovo Donnarumma. C’è chi applaude il lieto evento, chi invece rimprovera Gigio per avere dato retta finora al suo procuratore. Ma la vera ragione per cui è impossibile festeggiare è rappresentata da quella doppia clausola rescissoria che toglie potere al Milan.

Il portiere del Milan Donnarumma
Il portiere del Milan Donnarumma ANSA

MILANO - Basta scorrere i social network - vero termometro delle perturbazioni emotive del popolo - all’indomani della notizia del rinnovo di Donnarumma con il Milan, per capire che il lieto evento non è stato poi così apprezzato da tutti i tifosi rossoneri. C’è chi lo accusa di aver tergiversato troppo, dando quindi più importanza alle paturnie del suo procuratore - l’ingombrante Mino Raiola - anzichè alle ragioni del cuore; chi invece si scaglia contro l’incauto ingaggio dell’altro Donnarumma, il fratello Antonio, messo sotto contratto da Fassone e Mirabelli per rassicurare Gigio; chi invece applaude il ritorno del figliuol prodigo come una specie di manna dal cielo.

Doppia clausola
Al di là delle rispettabilissime opinioni di tutti, la sensazione di amaro in bocca che lascia questa vicenda ha un’origine e una ragione ben precisa: quella maledetta clausola rescissoria - anzi, quelle due maledette clausole rescissorie - pretese da Raiola per far firmare il giovane portiere di Castellammare di Stabia. Entrambe foriere di un futuro a tinte molto fosche per i colori rossoneri. Gli scenari che potrebbero materializzarsi sono nitidi: Se Gigione dovesse confermarsi ai suoi livelli ed infilare un’altra stagione sensazionale come quella appena trascorsa, facile prevedere che l’anno prossimo ci sarà la fila per strapparlo alle grinfie di Fassone e Mirabelli che, grazie alle famose clausole non avranno da questo momento in poi più alcun potere decisionale sul futuro del ragazzo. 

Terza opzione 
Se addirittura il Milan dovesse mancare la qualificazione in Champions League, si troverebbe nell'antipatica condizione di doversi accontentare di un indennizzo ridicolo di 50 milioni di euro, cifra buona per un discreto giocatore, non per un potenziale fuoriclasse come Donnarumma.
Esiste in realtà anche una terza opzione, quella che neppure vorremmo prendere in considerazione: un futuro in cui Gigio, tormentato da questo ignobile teatrino estivo orchestrato da Raiola e schiacciato dal peso di un ingaggio così impegnativo (è il terzo portiere più pagato al mondo, più di Courtois e Buffon, per dire) possa andare in corto circuito, un po’ come ai recenti Europei Under 21 e bruciare quanto di buono fatto vedere al mondo in questi suoi primi 18 mesi di carriera. In questo deprecabile caso al Milan toccherebbe raccogliere i cocci del disastro commesso sulla pelle del ragazzo, continuando però a corrispondere a lui e al fratello oltre 7 milioni di euro netti l’anno. Tutt’altro che un grande affare.