14 novembre 2019
Aggiornato 10:30

Donnarumma-Raiola, basta con questo stucchevole teatrino

Una domenica bestiale, l’ennesima, ha caratterizzato la vigilia della semifinale contro la Spagna dell’Italia Under 21. Gigio è salito in cattedra, abilmente manovrato dal suo procuratore, e con una serie di tweet e post ha sconvolto il mondo del calcio. Milan e Figc avrebbero tutto il diritto di dire basta!

Gigio Donnarumma nel ritiro dell'Under 21
Gigio Donnarumma nel ritiro dell'Under 21 ANSA

MILANO - È ora di dire basta. Anche stavolta sarebbe necessario un messaggio a reti unificate, ma in questo caso Mino Raiola dovrebbe essere il destinatario, non il latore del messaggio. Una comunicazione congiunta tra Milan e Federazione Italiana Giuoco Calcio per mettere un freno allo strapotere pernicioso ed invadente dell’ingombrante procuratore italo-olandese.
La giornata vissuta ieri, altra domenica di fuoco dopo quella scorsa caratterizzata dalla conferenza stampa casalinga di Mino Raiola, ha avuto il potere di minare le pochissime residue certezze in mano ai tifosi rossoneri e soprattutto distruggere pressochè definitivamente l’immagine di Donnarumma agli occhi del mondo. E tutto sotto la regia infingarda del suo procuratore.

Tweet inopportuno
Inspiegabile innanzitutto quel tweet pomeridiano finalizzato a cementare indissolubilmente il legame tra i protagonisti («Donnarumma e Raiola, ieri oggi e domani») che ha letteralmente fatto inferocire i tifosi. Inspiegabile ed immotivato perchè finalmente l’ambiente si stava lentamente chetando e Gigio piano piano sembrava aver riacquistato un pizzico di serenità. E invece no, un’uscita pubblica - la prima dopo tantissimo tempo - non dedicata alla Nazionale Under 21 alla vigilia di una delicatissima semifinale contro la Spagna, nemmeno all’amore sbandierato per il Milan, ma al suo pretenzioso procuratore.

Parole dolci e smentite
Comprensibile la reazione dei tifosi, placati poi momentaneamente dal post su Instagram che addirittura riapriva al rinnovo con il club di via Aldo Rossi: «Oggi con un mio tweet ho scatenato un vero putiferio, che non volevo generare, e di questo mi scuso. Desidero ribadire il mio amore assoluto per il Milan e i suoi tifosi. Ora ho in mente la Nazionale, con la quale spero di fare un regalo a tutti i tifosi. La mia promessa è che, non appena sarà finito l’Europeo, incontrerò la società insieme alla mia famiglia e al mio agente per discutere il mio rinnovo».
Peccato che poi lo stesso Donnarumma abbia chiuso il suo account denunciando un hackeraggio del suo profilo. Come a dire che le prime parole pronunciate a favore del Milan dopo tante settimane non erano le sue ma di qualcuno che si è introdotto impunemente nel suo profilo.

Donnaraiola
E per concludere in bellezza la giornata shock per l’intero mondo del calcio, ecco arrivare pure l’inopportuno tweet di Mino Raiola («Donnaraiola x Haters 1-0: what's next?»), caratterizzato dall’entrata in scena di questo nuovo essere mitologico, Donnaraiola, con il corpo di Gigio e la testa di Mino, che ha fatto drizzare i capelli in testa all’intero mondo del calcio. L’ennesima conferma che questa ignobile manfrina non sia altro che una guerra personale di Raiola contro chiunque provi a mettersi sulla sua strada, nella fattispecie il Milan. E il povero Donnarumma, vittima chissà quanto consapevole, usato come arma contro i suoi nemici dal cinico procuratore.
 
Figc e Milan all’attacco
A questo punto, evocando l’immagine dell’eterno Lubrano, la domanda sorge spontanea: perchè qualcuno non si alza e dice basta? Avrebbe tutto il diritto di farlo il Milan che rischia di vedere evaporare un patrimonio tecnico ed economico, cresciuto con amorevole cura in tutti questi anni nel settore giovanile del Vismara e poi in prima squadra dal preparatore Magni. Avrebbe il diritto di farlo anche la Figc, che alla vigilia della semifinale contro la Spagna che potrebbe dare un senso al lavoro di due anni, si trova a dover gestire un portiere con la testa tra le nuvole, confuso e disorientato, manovrato senza alcun criterio nè attenzione da Mino Raiola, tanto da costringere il ct Di Biagio a pensare ad una sostituzione con Cragno. Invece in questo assordante silenzio l'unica voce che continua a rimbombare è quella di SuperMino.
L’unica cosa certa è che questa ignobile farsa deve trovare la parola fine. Il Milan e il calcio italiano stanno per perdere Donnarumma, ma potrebbe essere perfino una tassa legittima da pagare se la ricompensa fosse quella di liberarsi per sempre da  un irresponsabile gestore di carne umana che risponde al nome di Raiola.