17 febbraio 2020
Aggiornato 17:00
Magic Marc si lancia all'inseguimento del capolista

Marquez confessa: «Non sono il favorito. Ma cerco la remuntada come il Barcellona»

Per la prima volta il campione in carica ammette che in questo momento il rivale Maverick Vinales è superiore a lui: «Ma quando riesci a rimontare contro un avversario così forte, il trionfo ha un sapore migliore. Ricordate il Barça?»

Marc Marquez
Marc Marquez Red Bull

ROMA«Non sono il favorito». Per la prima volta, Marc Marquez lo confessa così, senza giri di parole. È il campione del mondo in carica, ha sotto al sedere una Honda più competitiva dell'anno scorso, ma si ritrova contro una Yamaha che sembra aver lavorato ancora meglio. E, soprattutto, un pilota più giovane, agguerrito, finora imbattibile in questo inizio di 2017 e che conosce bene per averlo sfidato (spesso anche perdendo) fin dagli inizi delle rispettive carriere: Maverick Vinales. «È stato velocissimo fin dai test di Valencia, alla fine dello scorso anno – ammette Magic Marc – È andato forte per tutti i test invernali ed è l'uomo che guida il campionato. E poi c'è Valentino Rossi, il mio compagno di squadra, e le Ducati, con Dovizioso che ha fatto un pre-campionato molto buono e Jorge, che tornerà a lottare. Quella in Qatar non è stata una gara facile per nessuno: le condizioni non erano buone, anzi, sono state molto impegnative. La mia moto è migliorata rispetto allo scorso anno, ma dobbiamo ancora lavorare tanto: io chiedo sempre il massimo, voglio perfezionarmi, non è mai abbastanza. E il fatto che io abbia vinto l'anno scorso non vuol dire nulla: ad ogni gennaio si riparte tutti da zero punti».

Blaugrana nel cuore
Deluso? Demotivato? Arrendevole? Tutt'altro. Il campione catalano non è riuscito a salire sul podio all'esordio stagionale in Qatar (come in MotoGP gli era capitato solo nel 2015, ovvero l'unico anno in cui non ha vinto il titolo mondiale), ma questo non significa che non creda nella rimonta. Anzi, nella remuntada, proprio come quella eroica che il suo Barcellona ha messo in scena nei confronti del Paris Saint Germain il mese scorso al Camp Nou in Champions League. «Quando hai degli avversari più forti e la stagione è più combattuta, il trionfo ha un sapore molto migliore – prosegue il 24enne – Come nel calcio: ricordate Barcellona-Psg, quando il Barça ha segnato tre gol negli ultimi sette minuti? Quello è stato il momento più incredibile. Quelli sono i momenti che rendono lo sport diverso da qualsiasi altra attività della vita. La gente è male abituata: o vinci o sei un disastro. Il campionato è ancora lungo, mancano 17 gare e continuerò a lavorare per migliorarmi. Non che io preferisca vincere faticando in quel modo, perché mi divertii molto anche nel 2014...». Insomma, anche se il tabellone ora recita solo 1-0 per il suo rivale Vinales, evidentemente Marquez si sente già come se fosse sotto di quattro gol. Eppure sogna di rifarsi presto. E di riuscire a metterne in rete altri sei.