25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
La versione di Por Fuera

Lorenzo scatenato: «Rossi? Contava meno di me. Vinales? Il nuovo Marquez»

Jorge dice la sua su tutti i suoi principali avversari in una corsa mondiale a cui si dice personalmente sfavorito. A Valentino, come al solito, non riserva parole gentili, mentre spreca elogi per il suo successore alla Yamaha

Jorge Lorenzo ai box Ducati
Jorge Lorenzo ai box Ducati Michelin

ROMA – Non c'è nulla da fare. Anche ora che non sono più costretti a condividere il box, la rivalità, verbale e psicologica prima ancora che in pista, tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo non accenna a spegnersi. E dire che il Dottore ci aveva provato, qualche giorno fa, a stemperare gli animi, definendo il suo ex compagno di squadra «meno finto di Marc Marquez, nel bene e nel male». Ma su Por Fuera, evidentemente, queste parole non sembrano aver fatto effetto, tanto che alla prima occasione utile, una lunga intervista concessa ad una radio spagnola, è tornato a parlare del fenomeno di Tavullia. Usando parole, come suo solito, tutt'altro che gentili. «Quando Valentino tornò in Yamaha nel 2013 veniva da due anni no con la Ducati, e non godeva di grande potere all'interno del team perché c'ero già io, che ero campione del mondo – ha dichiarato allo show radiofonico El Larguero – Lui è tornato con un profilo basso e trovò un accordo che non era all'altezza del mio. Se avesse atteso che io prendessi la decisione di andarmene, l'anno scorso, probabilmente avrebbe potuto strappare un rinnovo più vantaggioso. Io avevo ricevuto un'offerta dalla Yamaha migliore di quella dello scorso anno, di fatto potevo diventare il pilota più pagato della griglia, ma era tutto diventato un po' monotono e avevo bisogno di nuovi stimoli».

Vinales il nuovo Marquez
Per il suo successore (e connazionale) in sella alla Yamaha, Maverick Vinales, che nei test pre-campionato è finora andato più forte di Rossi, invece, il campione maiorchino usa toni ben diversi: «Maverick diventerà campione del mondo prima o poi – ha proseguito – Lui è un altro pilota del livello di Marquez, vedo in lui un nuovo Marquez, purtroppo per tutti gli altri. Anzi, lui ha ancora più fame di Marc, perché non ha ancora mai vinto un titolo. La loro velocità sembra simile, sono animali da gara, bravissimi in staccata. Per me sono simili sotto ogni aspetto: Maverick è un pilota affamato dalla velocità incredibile». Quanto alle sue chance personali nel nuovo team Ducati, invece, Lorenzo getta acqua sul fuoco, tirandosi per ora fuori dalla corsa iridata: «Il primo approccio con la Ducati a Valencia è stato incredibile: il motore mi ha sorpreso, era quasi addomesticato, temevo fosse molto più aggressivo. Ha molti punti di forza ma anche punti deboli che possono essere migliorati. La Desmosedici va bene, ma non è una moto che al momento mi consentirebbe di vincere il Mondiale: qualche gara sì, a seconda delle piste, ma il titolo è difficile immaginarlo, a meno che le cose cambino molto o che abbiamo dei gran colpi di fortuna. Poi la Honda è cresciuta molto, come la Yamaha, Maverick ha molta fame e Marquez è sempre lì».