17 luglio 2019
Aggiornato 09:00

Rosberg vs Hamilton: i dubbi e i sospetti che possono decidere il Mondiale

In assenza di colpi di scena, il GP di Abu Dhabi consegnerebbe il titolo al tedesco. Ma la storia insegna che di imprevisti in pista ne possono succedere tanti: guasti, errori, incidenti. E magari uno scontro tra i due compagni di squadra...

Nico Rosberg e Lewis Hamilton insieme sul podio
Nico Rosberg e Lewis Hamilton insieme sul podio Mercedes

ABU DHABI – C'è da scommettere che Nico Rosberg abbia già messo in frigo una bella bottiglia di champagne. I suoi dodici punti di vantaggio, ad un solo Gran Premio dalla fine, rappresentano infatti un margine molto rassicurante: in pratica, gli basterebbe salire su un qualunque gradino del podio per laurearsi campione, indipendentemente dal risultato del compagno-rivale Lewis Hamilton. E, nelle ultime otto gare, sul podio Rosberg ci è salito sempre. «Gli basterà correre come il professore Alain Prost: se gli serviva vincere rischiava di più, altrimenti si accontentava del minimo sufficiente», sintetizza l'ex iridato Jacques Villeneuve alla rivista Auto Bild. Proprio il comportamento che il 31enne tedesco ha tenuto negli ultimi cinque appuntamenti, vincendo solo in Giappone e per il resto limitandosi ad amministrare il suo tesoretto. Tanto che neppure nove successi stagionali sono serviti a Hamilton per prevalere: nessuno, prima di lui, ha mai vinto tante gare senza prendersi anche il titolo. «Lewis forse è stato un po' più veloce nel corso della stagione, ma ha anche commesso più errori. Rosberg è stato più costante», aggiunge Villeneuve. Dunque, «Nico ha il campionato in tasca. Sempre se la macchina non avrà problemi tecnici e supererà la prima curva...».

Fanta Formula 1
Già. Perché se in un Gran Premio normale il leader della classifica potrebbe essere sicuro di un risultato utile, è anche vero che in pista gli inconvenienti sono comunque sempre dietro l'angolo. La storia della Formula 1 è piena di Mondiali persi proprio sul filo di lana. Per guasti alla macchina, quelli che finora sono toccati solo al suo vicino di box Hamilton: come nel 1986, quando a Nigel Mansell esplose una gomma a pochi giri dalla fine e fu superato proprio da Prost. Per partenze sbagliate, il principale tallone d'Achille della Mercedes: come nel 2010, quando il ferrarista Fernando Alonso si ritrovò costretto ad una rimonta impossibile proprio ad Abu Dhabi e dovette cedere lo scettro a Sebastian Vettel. Perché il pilota che è in testa può essere vittima del famigerato braccino. Oppure di un incidente: «Se uno di noi lo centrasse... – scherza Jenson Button a Gq – Voglio dire, Lewis è molto ricco, gira su un jet privato, sono sicuro che può permettersi di pagarmi...». Ma se invece un contatto fratricida mettesse fuori gioco entrambi i duellanti? In quel caso lo zero a zero favorirebbe Rosberg, che lo scontro fosse volontario o meno. Anche questo scenario non è affatto nuovo, nell'albo d'oro delle corse: Michael Schumacher vinse il suo primo alloro, nel 1994, proprio dopo uno schianto con Damon Hill, e rischiò di ripetersi nel 1997 con il già citato Villeneuve. Nemmeno sarebbe la prima volta in cui le due Mercedes si buttano fuori vicendevolmente, visto che è già capitato quest'anno a Barcellona. I più maligni, il sospetto di una possibile scorrettezza, lo hanno insomma già avanzato. Ma Lewis Hamilton, almeno a microfoni accesi, non ci vuole pensare: «Conosco la storia della F1, ricordo gli episodi passati, ma sono sicuro che non si ripeterà ad Abu Dhabi – ha dichiarato – Ho molta stima di Nico, anche a livello personale, per questo sono convinto che la battaglia non finirà in modo scorretto. Quanto a me, dovrò soltanto assicurarmi di essere davanti, poi a fine gara tireremo le somme». E anche il team principal Toto Wolff garantisce: «In passato ci sono state collisioni tra i nostri piloti, ma sono certo che gestiranno la gara di Abu Dhabi con sportività». Come andrà a finire?