18 ottobre 2019
Aggiornato 22:30

Romagnoli, messaggio al Milan

Il difensore rossonero, protagonista di un’eccellente prestazione al suo esordio in Nazionale con la Spagna, conferma il suo magico momento e rafforza la convinzione che accanto ad un partner esperto e affidabile la sua crescita potrebbe essere ancora più rapida.

MILANO - Onore e merito a Mr. Bee. No, non è il delirante sfogo di un pazzo, ma la descrizione di un paradossale scenario di mercato materializzatosi circa 15 mesi fa grazie al quale adesso il Milan può cogliere frutti importanti. Se non fosse stato per la manovra di puro illusionismo di Bee Taechaubol, capace di far annusare circa 100 milioni di euro - poi mai arrivati in Fininvest - a Silvio Berlusconi, oltre naturalmente all’ostinazione, all’insistenza e alla pervicacia di Sinisa Mihajlovic, adesso quella maglia rossonera con il numero 13 sarebbe indossata da qualcun altro.

25 milioni ben spesi
Comunque non da Alessio Romagnoli, strappato alle grinfie della Roma per 25 milioni di euro proprio grazie alle due cause scatenanti appena citate. Oggi il Milan, grazie a quell’operazione apparsa allora fin troppo azzardata, può contare su uno dei difensori più forti del panorama calcistico nazionale e la proposta indecente di Antonio Conte (40 milioni offerti a Galliani lo scorso mese di agosto) è lì a testimoniarlo.

Che esordio!
Ieri però la carriera del fortissimo centrale di Anzio ha vissuto un altro momento topico: l’esordio nella Nazionale maggiore. Non si è trattato di un esordio casuale: Romagnoli è sceso in campo con una maglia da titolare contro la corazzata spagnola e, seppur messo sotto pressione dall’incalzante incedere delle Furie Rosse, Alessio è uno dei pochi a non aver mai perso la calma, a serrare le fila in difesa, fare blocco dietro e far ripartire l’azione con attenzione e pacatezza.

Giudici unanimi
Il risultato è stato un bel 7 in pagella e l’unanime apprezzamento di critica e pubblico per la sua prima con la maglia azzurra, quella dei grandi. La straordinaria performance di Romagnoli ha confermato una teoria che andiamo sostenendo da tempo, soprattutto a dispetto di tutti i criticoni che fin dalla prima ora hanno puntato il dito contro l’eccessiva somma spesa da Galliani per l’ex centrale di Roma e Sampdoria.

Le buone compagnie…
La nostra verità è che, piazzato accanto ad un compagno di reparto affidabile (ieri in Nazionale aveva niente di meno che Barzagli e Bonucci), la crescita di Romagnoli potrebbe essere inarrestabile e soprattutto rapida. Un po’ come già successo al Milan nella sua storia recente. Basti ricordare la solidità maturata da Alessandro Costacurta accanto a Franco Baresi; oppure Alessandro Nesta, arrivato già campione a Milanello, ma grazie alla vicinanza di Paolo Maldini e Billy Costacurta diventato in breve un autentico fuoriclasse; o, per rimanere in tema, Thiago Silva, entrato nell’Olimpo dei più grandi difensori del mondo grazie all’assidua frequentazione con il ministro della difesa Nesta.

…e le cattive compagnie
Ecco, quello che è mancato finora ad Alessio Romagnoli è una guida. Un partner esperto, serio, affidabile, un uomo capace di far crescere il classe ’95 rossonero con tutta la serenità del caso. L’anno scorso accanto all’ex sampdoriano si sono alternati Alex, Zapata, Ely, Mexes, non proprio il fior fiore del panorama difensivo mondiale. Già quest’anno, con un ritrovato Paletta come compagno di reparto, le cose sono immediatamente cambiate per Romagnoli. La speranza è che la nuova proprietà cinese decida di investire su un difensore con determinate caratteristiche da affiancare al 13 rossonero, mai come ora pronto al definitivo salto di qualità.