15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Milan: Sassuolo Ko, ma i difetti sono ancora tanti

’avventurosa vittoria ottenuta in rimonta dai rossoneri contro gli emiliani di Di Francesco ha evidenziato un’ottima capacità di reazione da parte del Milan. Ma le scelte di Montella non sono apparse ottimali e i limiti tecnici di questa squadra ancora troppo marcati.

MILANO - Quante cose ha lasciato in dote la rocambolesca vittoria contro il Sassuolo. Note tattiche, considerazioni tecniche, analisi, approfondimenti, una sfilza di appunti sparsi generati dai 90 minuti più emozionanti e coinvolgenti della recente storia rossonera. La vittoria contro la bestia nera del Milan è stato tutto questo e tanto altro ancora. Ma partiamo dall’inizio e cerchiamo di sviscerare il match in tutte le sue pieghe.

Che reazione!

Partiamo dalla fine e quindi dalla vittoria. Il successo per 4-3, sofferto e per questo quanto mai gradito, è arrivato a coronamento di una rimonta che ha dell’incredibile (per trovare qualcosa di simile occorre tornare indietro al 23 ottobre 2011, giorno di Lecce-Milan, match concluso con il successo dei rossoneri per 4-3 dopo lo svantaggio iniziale di 3-0 a favore dei giallorossi pugliesi). La reazione rabbiosa e furente dei ragazzi di Montella, dopo il potenzialmente catastrofico uno/due di Acerbi-Pellegrini all’inizio del secondo tempo che aveva indirizzato la partita verso una quasi certa deblacle milanista, rappresenta indubbiamente per l’allenatore i tifosi il migliore segnale in ottica futura. Negli ultimi anni un doppio colpo del genere avrebbe provocato un immediato ko, stavolta invece c’è stata una reazione. E che reazione.

Rivoluzione ingiustificata

Fatta questa dovuta premessa, è opportuno analizzare ed elaborare le dolenti note. Le scelte iniziali di Montella si sono rivelate del tutto sbagliate, a partire dall’errore di puntare su Luiz Adriano al posto di Niang, amplificato dalla decisione di scombussolare l’intero assetto tattico della squadra in funzione di un’intuizione completamente improduttiva. Perché il Milan schierato inizialmente con il 4-3-1-2, con Suso a fare da trequartista centrale e Bacca accanto al centravanti brasiliano lì davanti, ha dato a più riprese una sensazione di inadeguatezza diffusa. La leggerezza di Montella è stata quello di fare rimescolare le proprie idee tattiche in funzione di un cambio, per altro poco funzionale.

Rosa inadeguata

Qui poi arriviamo alle dolenti note legate alla rosa della squadra. Perché parliamoci chiaro, se il nuovo tecnico rossonero ha ipotizzato questa rivoluzione rossonera in vista del match contro il Sassuolo è solo perché al suo arco le frecce sono spuntate o addirittura mancanti. Che Niang potesse avere bisogno di un turno di riposo, magari «educativo» come quello toccato a Bacca a Genova, non è in discussione; il problema è che l’attaccante francese non ha un sostituto naturale in rosa e quindi, per far rifiatare lui, Montella è stato costretto a scombinare l’assetto della squadra. Ed ecco tornare a galla le colpe di Galliani, non in grado di mettere a disposizione del tecnico una squadra coperta in ogni ruolo.

Note sparse

Altre piccole note sparse. Luiz Adriano non vale tutti quei soldi che puntualmente l’Ac Milan gli elargisce da più di un anno a questa parte (3,5 milioni di euro netti a stagione). Abate, come purtroppo anche De Sciglio sull’altra corsia, ormai rappresenta un problema e così quello che ad inizio stagione sembrava il settore forte del Milan - la fasce - sta diventando l’anello debole di una squadra che in altre zone del campo sta ritrovando i suoi punti di riferimento. Paletta è sempre più leader di questa squadra e il terzo tempo alla Lebron James con cui va a schiacciare di testa in rete la palla del 4-3 resterà nella storia di questo campionato rossonero. In alto i cuori per la meglio gioventù milanista: Donnarumma (sciocchezza in occasione del rigore non concesso al Sassuolo per fallo su Politano a parte) è sempre più una sicurezza, ma da oggi Montella può contare anche su Manuel Locatelli, una sintesi perfetta di coraggio, carattere, personalità, carisma, doti tecniche e capacità realizzative. Per adesso può bastare?