30 settembre 2020
Aggiornato 20:30
Calcio - Serie A

Mihajlovic senza pace, al Milan si cambia ancora

La moria degli attaccanti in casa Milan costringerà Mihajlovic ad un nuovo cambio di modulo. Si torna al 4-3-3 con Honda e Bonaventura e fare reparto con Bacca e Poli inserito nella linea di centrocampo. In difesa torna Romagnoli accanto al brasiliano Alex.

MILANO - Stavolta non c’è nessuna esigenza tattica alla base del nuovo cambiamento di modulo messo a punto nelle ultime ore da Sinisa Mihajlovic. Il 4-4-2 continua ad essere il modo migliore per mettere in campo il Milan, ma lo stato di emergenza in cui versa la squadra rossonera non lascia scampo al tecnico: a Verona contro il Chievo si cambia ancora, si torna al 4-3-3.

C’è un reparto dissestato
Curioso che alla base di questa ennesima rivoluzione milanista ci sia il depauperamento del reparto probabilmente più ricco di tutta la rosa del Milan, l’attacco. Ben sei punte di ruolo - Bacca, Niang, Luiz Adriano, Balotelli, Menez e Boateng - per una squadra che normalmente può schierarne solo due, senza nemmeno coppe internazionali da disputare, è sembrata da subito un’esagerazione bella a buona. Soprattutto se a tanta abbondanza offensiva si paragona la limitatezza di risorse in mezzo al campo.

Sei attaccanti in rosa, uno solo affidabile
Ebbene, costretto a fare la conta dei suoi uomini, Sinisa Mihajlovic ha preso nota della dura realtà: dei sei attaccanti in rosa, l’unico su cui poter fare affidamento è Carlos Bacca. Tutto il resto è noia.
Con Niang fermo ai box fino al termine della stagione (a proposito, a questo punto sarebbe il caso di mettere a disposizione del francese un autista per preservarlo da inghippi stradali troppo frequenti), il trio formato da Balotelli, Menez e Boateng troppo brutto per essere vero, e Luiz Adriano appena rientrato in gruppo dopo un paio di mesi alla ricerca di sé stesso e dell’equilibrio smarrito con il viaggio in Cina, le risorse a disposizione dello staff tecnico rossonero sono esaurite.

La suggestione Cutrone
C’è perfino chi ha provato ad azzardare un’opzione tanto fantasiosa quanto suggestiva: andare a pescare dalla Primavera di Brocchi Patrick Cutrone, attaccante classe ’98, giudicato un talento purissimo della cantera milanista. Ipotesi immediatamente rispedita al mittente. Evidentemente Sinisa Mihajlovic, non certo uno timoroso nel lanciare i giovani (Donnarumma docet), giudica ancora inadeguato il baby centravanti rossonero. Quindi via al cambio di modulo, un 4-3-3 che dovrebbe  ridisegnare centrocampo e attacco del Milan in vista del delicato appuntamento contro il Chievo.

Nessuna novità in difesa
In difesa non cambierà nulla, con Donnarumma a presidiare un pacchetto arretrato composto da Abate (al rientro dopo la squalifica) e Antonelli sulle fasce e la coppia formata da Alex e Romagnoli in mezzo. Nelle linea dei centrocampisti, con capitan Montolivo ancora infortunato, accanto a Bertolacci e Kucka dovrebbe trovare spazio Andrea Poli, visto particolarmente in palla negli ultimi giorni. Honda e Bonaventura invece scaleranno nei tre davanti a fare reparto con Carlos Bacca.
Basterà per avere ragione di una compagine solida e massiccia come quella guidata da mister Maran? Difficile dirlo. Ancora prima dell’assetto tattico e della scelta degli uomini, sarà fondamentale capire con quale atteggiamento e spirito di sacrificio il Milan scenderà in campo. E se davvero la squadra ha voglia di dimostrare al presidente Berlusconi il proprio legame con l’allenatore è questo il momento di farlo.