26 maggio 2019
Aggiornato 21:30

Milan, incombe la minaccia del Faraone

Da ingombrante esubero al Milan, dopo la fallimentare esperienza al Monaco, a pezzo pregiato del mercato giallorosso. E ora El Shaarawy potrebbe diventare l’ago della bilancia nella corsa ad un posto in Champions League. Ma a fronte dell’astronomica cifra di 1.3 milioni di euro (quanto pagato dalla Roma per il prestito oneroso) non sarebbe stato tenerlo a Milanello?

MILANO - E se alla fine fosse proprio Stephan El Shaarawy a condannare il Milan ad un altro anno senza Champions? Dopo le ultime due giornate di campionato, il timore di un’eventualità del genere ha iniziato a materializzarsi come uno spettro inquietante agli occhi dei tifosi milanisti.
Ma come, proprio lui, il ragazzino da sempre innamorato di quei colori rossoneri; coccolato, vezzeggiato e adorato come un figlio a Milanello e a San Siro per 4 lunghissimi anni; scoperto e lanciato dal Milan nel calcio che conta fino ad arrivare in Nazionale; curato amorevolmente e pazientemente per due anni in seguito ad una sfilza impressionante di infortuni; proprio Stephan El Shaarawy dovrà essere il braccio armato della Roma in questo imprevedibile rush finale che deciderà quale squadra italiana sarà iscritta ai playoff di Champions League per la prossima stagione?

Elsha, inizio col botto alla Roma
Il rischio è concreto, supportato dai numeri e dalla qualità delle prestazioni dell’attaccante savonese in giallorosso: due gol nelle prime due uscite, un assist e almeno un paio di gol sciupati di un soffio nella faticosa vittoria contro la Sampdoria, così tanto per cominciare. Elementi sufficiente per iniziare a temere seriamente l’effetto-El Shaarawy nella corsa alla Champions League, ma stavolta a tutto a favore dei giallorossi di Spalletti.

Scaricato prima dal Monaco poi dal Milan
E dire che il Milan ha tentato in tutti i modi di scaricarlo dopo l’infausta esperienza al Monaco, dove il tecnico portoghese Jardim l’ha «sfruttato» per 24 partite, salvo poi comunicare a Galliani che la 25esima (quella che avrebbe sancito l’obbligo di riscatto) non gliel’avrebbe mai fatta giocare, per cui il ragazzo poteva anche tornare a casa.
Creando dal nulla un problema in più per l’amministratore delegato rossonero, già alle prese con l’imprevisto ritorno a casa di Luiz Adriano dalla Cina e dell’improvviso dietrofront del Leicester su Niang (per fortuna!) e costretto quindi a dover trovare una nuova sistemazione anche a Stephan El Shaarawy.

Alla Roma per 1,35 milioni di euro
La Roma si è fatta avanti con più di qualche indugio e, prima con l’ex tecnico Garcia, poi con l’attuale Spalletti, si è offerta di «accollarsi» l’ingaggio del ragazzo al prezzo esorbitante di 1,35 milioni di euro per il prestito oneroso, con un diritto di riscatto a giugno fissato a 13 milioni. Una cifra indecorosa, nemmeno sufficiente a pagare lo stipendio annuale di un panchinaro di lusso come Nocerino. Fatto sta che l’ex faraone rossonero alla fine si è trasferito all’ombra del Colosseo.

E intanto al Milan mancano gli esterni
Adesso però provate a pensare quanto sarebbe stato utile un calciatore come El Shaarawy a questo Milan completamente privo di qualità sulle fasce, e deturpato dagli infortuni di Bonaventura, Kucka e Niang.
Spifferi e sussurri da Milanello raccontano di una oggettiva impossibilità per l’ex n. 92 rossonero di restare a Milanello (chissà per quale sottaciuta ragione), ma negli occhi di tutti gli osservatori resta la sensazione di un’altra, l’ennesima, mossa improvvisa dell’amministratore delegato rossonero Adriano Galliani.