Calcio - I top e i flop Milan-Udinese 1-1

Milan: altra occasione persa, ma quanto manca Jack

L’assenza di Bonaventura scombina i piani di Mihajlovic costretto a rimescolare le carte e presentare una squadra non più compatta e omogenea come nelle precedenti uscite. Bravi i giovani Niang e Bonaventura, meno bene il solito cecchino Bacca. Tra Bertolacci e la traversa, vince la seconda.

TOP

1) BONAVENTURA – Fa parte delle tradizioni popolari legate al calcio: in caso di passi falsi di una squadra, ad uscire vincitori sono sempre gli assenti. Parliamo naturalmente di Giacomo Bonaventura, messo fuori causa alla vigilia da un problemino all’anca e portatore sano di pessime notizie per mister Mihajlovic. Quello che non è tollerabile per una squadra con ambizioni «europee» come il Milan è che questa squadra perda il 50% del suo potenziale offensivo senza un solo giocatore. Cosa non accettabile non tanto per il valore di Jack, che è indubbiamente prezioso, quanto per il fatto che la rosa del Milan non preveda ricambi in quel ruolo, tanto che ogni assenza di Bonaventura costringe l’allenatore serbo a fare giochi di prestigio. CLONATE JACK 

2) NIANG – Quinta rete in campionato, terza consecutiva dopo il mancato trasferimento al Leicester. Un episodio che avrebbe potuto buttare giù l’attaccante francese (sedotto e abbandonato dai capoclassifica della Premier League) ma che invece lo ha rinvigorito a tal punto da farne un elemento insostituibile dell’attacco rossonero. E dire che anche ieri, così come contro l’inter, la partita di Niang era iniziata sotto il segno dello spreco: palloni buttati via, corse senza senso, stupidi falli in attacco e tutto il campionario di nefandezze a cui ci aveva abituati l’ex Montpellier. Adesso però c’è una differenza: appena gli arriva una palla buona, Niang la scaraventa in rete, non in tribuna. Dettaglio non proprio insiginificante. CECCHINO

3) DONNARUMMA – A volte i miracoli non bastano. Donnarumma ne è la dimostrazione. Quando al minuto 17 del primo tempo di Milan-Udinese si è trasformato in Tiramolla andando a sradicare da sotto l’incrocio prima una conclusione di Thereau e poi la ribattuta di Kuzmanovic, tutto lo stadio San Siro era pronto a proporlo per la beatificazione. Poi però è arrivato Armero…

Gigio però ci ha riprovato e al minuto 3 della ripresa ha detto no ad una pericolosissima incursione - peraltro viziata da fuorigioco - di Lodi. Non contento, dalla sua respinta è partito il contropiede da cui è nato il pareggio di Niang. Se Bacca e Bertolacci fossero stati più precisi, oggi il Milan avrebbe 2 punti in più e una nuova icona da onorare. SAN GIGIO

FLOP 

1) LA TRAVERSA – Colpevole di essersi opposta impunemente al gran tiro di Bertolacci (peraltro scagliato in porta col piede sbagliato) e di aver negato al Milan tre punti sacrosanti. E pensare che la collega dell’Olimpico, nella stessa giornata è riuscita a stroncare le speranze blucerchiate al novantesimo, regalando così una vittoria quanto mai generosa alla Roma. Come dire, a traverse invertite, oggi rossoneri e giallorossi sarebbero appaiati a 44 a punti, a sole tre lunghezze dalla zona Champions League. QUESTIONE DI CM

2) BERTOLACCI - Messo in campo da mister Mihajlovic solo ed esclusivamente per il forfait di Bonaventura, il timido Bertola non ne ha azzeccata una. A vederlo così inzuppato, sotto l’acqua incessante di San Siro, ha ricordato un pulcino bagnato, spaesato ed inconsapevole della sua importanza nel quadro tattico del match. Poi ci si è messa pure la cinica traversa a mandargli di traverso la giornata, ma quello visto contro l’Udinese non sembra nemmeno il fratello del talentuoso centrocampista pagato 20 milioni nemmeno 7 mesi fa. Di questo passo rischiano di evaporare anche gli Europei con la Nazionale. ASPETTANDO IL SOLE

3) BACCA – E alla quinta giornata, Bacca si riposò. Bando alle blasfemie, quello che finora è stato il vero onnipotente in casa rossonera, stavolta ha toppato. Non tanto per la prestazione generale, comunque dignitosa e perfino impreziosita da un assist al bacio per il gol del pareggio di Niang; quanto per quel gol sbagliato a mezzo metro dalla linea del traguardo, colpendo l’eroico Karnezis con 7,32 metri di porta a disposizione. Un errore imperdonabile per un un bounty killer come lui. POLVERI BAGNATE