2 agosto 2021
Aggiornato 08:30
Calcio - Serie A

Milan: super Niang e la lezione di Galliani

Oggi Mihajlovic può contare sul talento esplosivo di Niang, ma il merito è di Galliani, bravo a resistere alle pressioni di Preziosi che a gennaio avrebbe voluto bloccare il ragazzo con un diritto di riscatto. L’esperienza negativa vissuta con Saponara è stata d’insegnamento all’ad rossonero.

MILANO - A volte prendere una sportellata in faccia può essere utile per evitare di ripetere lo stesso errore. È quello che deve aver pensato Adriano Galliani seduto al tavolo delle trattative con Enrico Preziosi per discutere del futuro di M’Baye Niang. Era il gennaio del 2014 e l’attaccante francese, promettente ma ancora decisamente acerbo, imboccava l’autostrada Milano-Genova per iniziare un apprendistato, rivelatosi quanto mai proficuo, alle dipendenze di un maestro di calcio come Giampiero Gasperini. In quel momento sulla panchina del Milan c’era Filippo Inzaghi che Niang proprio non lo vedeva, per cui la decisione di mandarlo a giocare in prestito era sembrata a tutti la più idonea. 

Il rimpianto di Saponara
Il problema è che il presidente genoano insisteva per avere sul francesino anche un’opzione di diritto di riscatto, ma Adriano Galliani, memore di quanto accaduto pochi mesi prima con Riccardo Saponara, rispose con un cortese ma quanto mai opportuno «No grazie, Niang a giugno torna a casa». Aver perso il fantasista reggiano, lasciato colpevolmente all’Empoli per la ridicola cifra di 4 milioni di euro (oggi il valore del trequartista toscano sfiora i 20 milioni) per colpa di un maledettissimo diritto di riscatto concesso con superficiale leggerezza dall’amministratore delegato rossonero, rappresenta ancora oggi una delle ferite ancora aperte per il popolo milanista, però pare sia servito da lezione a Galliani per evitare un disastroso bis.
Come un dirigente esperto come l’ad monzese possa ancora incorrere in certe défaillance dopo 30 anni di carriera è un autentico mistero, ma questo è un altro discorso.

Niang, presente e futuro
Resta il fatto che oggi Adriano Galliani può serenamente coccolarsi il suo nuovo gioiellino, M'Baye Babacar Niang, il giovanissimo attaccante francese di origini senegalesi già da parecchi anni sulla scena italiana e internazionale pur non avendo ancora compiuto i 21 anni (è nato a Meulan-en-Yvelines il 19 dicembre 1994): «Il mio merito è aver resistito con Preziosi che mi chiedeva il diritto di riscatto. Lo voleva a tutti i costi. Ringrazio comunque il Genoa per aver contribuito alla sua crescita».

Ad agosto quella frattura…
Il merito però va indubbiamente ascritto anche a Sinisa Mihajlovic che, appena arrivato a Milanello, al momento di valutare gli uomini a disposizione non ha avuto dubbi: Niang deve restare al Milan. Tanto che è stato proprio l’allenatore serbo in prima persona a bloccare la cessione in estate di Niang, quando il Newcastle arrivò ad offrire quasi 10 milioni di euro per l’attaccante francese. Ed è stato sempre il tecnico rossonero a puntare tutte le sue fiches sul ragazzo anche dopo il grave infortunio subito in estate che costrinse M'Baye Niang a un intervento chirurgico per «l’osteosintesi della frattura del quinto osso metatarsale del piede destro», infortunio rimediato durante la sfida amichevole di precampionato con il Bayern Monaco. 

Niang blindato fino al 2019
Era il 10 agosto 2015 e allora le previsioni parlavano di un ritorno in campo non prima di novembre. Nessuno però poteva prevedere un rientro in grande stile come quello offerto dal francese una volta guarito: gol, assist, giocate preziose, virtuosismi, dinamismo, forza fisica, tecnica sopraffina, il ritratto perfetto dell’attaccante moderno.
E così oggi il Milan può fare pieno affidamento su Niang, grazie anche al prolungamento di contratto fino al 2019 firmato lo scorso giugno, a testimonianza della fiducia incondizionata della dirigenza rossonera nei confronti del ragazzo. A Milanello lo slogan ormai è uno solo: piccoli campioni crescono.