28 novembre 2020
Aggiornato 18:00
Calcio - Serie A

Milan: da Mr. Bee al Boa, è il tempo delle promesse

Ieri giornata impegnativa in casa Milan, da una parte la full immersion tra Bee Teachaubol e i vertici Fininvest, dall’altra l’arrivo a Milanello di Kevin Prince Boateng. Da entrambi Silvio Berlusconi si aspetta molto.

MILANO - La lunga e intricata querelle tra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol si arricchisce di un’altra - invero poco avvincente - puntata. Così oggi il risultato è che il termine del 30 settembre fissato per la chiusura della trattativa non è stato rispettato, di nuovo termine per il closing non si parla e soprattutto ancora non si vede traccia dei famosi 480 milioni promessi dall’uomo d’affari di Bangkok per rilevare il 48% dell’Ac Milan.

Alla Fininvest tutti tranquilli
Malgrado i fatti, tutt’altro che incoraggianti per il sempre più sconcertato e perplesso popolo rossonero, ieri sera al termine della riunione fiume tra Mr. Bee e gli uomini di Silvio Berlusconi c’era ottimismo e il comunicato diffuso da Fininvest in serata ne è la conferma: «Nell’incontro avvenuto oggi tra le parti per affinare gli ultimi aspetti tecnici dell’operazione, Mr. Bee Taechaubol ha illustrato al presidente Silvio Berlusconi gli adempimenti compiuti al fine di dare concreta attuazione al  preliminare di compravendita siglato il 1 agosto scorso, che prevede  l’acquisto da parte di Mr. Taechaubol di una quota di minoranza dell’AC Milan  pari al 48%, per un corrispettivo di 480 milioni di Euro».

Mr. Bee al lavoro per esportare il Milan in Oriente
Fin qui l’analisi della questione puramente contrattuale, ma l’incontro ha avuto quale snodo fondamentale il report presentato dall’uomo d’affari thailandese sul suo lavoro in estremo oriente per la commercializzazione del marchio rossonero. E anche su questo punto Fininvest ha espresso soddisfazione: «Nel corso dell’incontro, Mr. Taechaubol ha confermato il notevole interesse che nei Paesi asiatici il Milan ed il suo brand suscitano, interesse riscontrato in tutti i numerosi contatti avuti con operatori finanziari e commerciali. I consulenti delle parti sono tuttora al lavoro per definire gli ultimi dettagli con l’obiettivo di completare l’intesa nei prossimi giorni».

Anche Berlusconi è apparso sereno
Insomma tutto sembra procedere per il verso giusto, malgrado l’ennesimo intoppo materializzatosi sulla strada della cessione del Milan alla cordata cino-thailandese guidata da Bee Taechaubol. E infatti anche il patron rossonero, a margine della cena romana con i parlamentari di Forza Italia, ha trovato il modo di manifestare la sua serenità per lo stato dell’arte della trattativa: «Oggi ho avuto un incontro con Mister Bee. Il lavoro continua e penso si concretizzi presto».
Cos’altro aggiungere? Contento lui…

È tornato Boateng
Ieri intanto la giornata milanista ha avuto anche un altro momento topico, stavolta però decentrato in zona Carnago, provincia di Varese, presso il centro sportivo di Milanello, dove si sono presentati due recenti ex rossoneri, Alessandro Nesta e Kevin Prince Boateng. Ma se per l’ex difensore si è trattata di una semplice - e molto gradita - visita di cortesia, per il trequartista ghanese si prevede una sosta in zona piuttosto lunga, almeno fino al 31 dicembre. La speranza tutt’altro che nascosta del Boa è che nel mercato di gennaio Galliani voglia riscattarlo dallo Schalke 04 per restituirgli una maglia rossonera, magari stavolta non con il numero 10 stampato su, da indossare ufficialmente.

Nessun rischio di un nuovo contratto per il Boa
E considerata la fastidiosa e «tafazziana» abitudine di casa Milan, riempire gli armadietti a Milanello di ex rossoneri di ogni genere e grado spesso senza alcuna effettiva e conclamata utilità, è un’ipotesi da non escludere a priori.
Ma stavolta il tesseramento-bis di Boateng va a cozzare con un paio di impedimenti evidenti: una rosa già extralarge in zona attacco (Honda, Menez, Suso, Cerci, Bonaventura, Bertolacci, tutti utilizzabili nel ruolo preferito dal Boa) e un contratto oneroso che Galliani non sembra assolutamente intenzionato ad onorare.
E poi c’è l’ostacolo principale: il Milan ha un assoluto bisogno di acquistare proprio in quel ruolo un giocatore giovane, talentuoso e affidabile a cui affidare le chiavi del reparto offensivo rossonero da qui ai prossimi 10 anni. Non proprio il ritratto di Kevin Prince Boateng, messo fuori rosa dal suo attuale club e cacciato a tempo indeterminato anche dalla nazionale del suo paese.
Sarà il caso che si smetta, una volta per tutte, di considerare Milanello il refugium peccatorum ideale per tutti i milanisti pentiti. A buon intenditor…