26 maggio 2019
Aggiornato 04:30

Milan: preso anche Bacca, ma il tifo non si scalda

Nemmeno l’acquisto del bomber colombiano del Siviglia ha avuto il potere si scuotere il popolo rossonero. Come per Bertolacci, anche su Bacca restano perplessità riguardo alla cifra pagata. Galliani avrà bisogno di chiudere ben altri colpi per riconquistare la fiducia del tifo milanista.

MILANO - Strano destino quello del tifoso del Milan. Dopo anni di sconforto, stenti e privazioni, di frustrazione legittima provocata da un calciomercato concentrato sui famosi - o famigerati - tre giorni del Condor, oggi che finalmente si respira un’aria nuova e la società è tornata a fare la voce grossa sul mercato, forte di un ritrovato ardore da parte di Silvio Berlusconi e della partnership prossima ad essere ufficializzata con mister Bee Taechaubol, resta comunque prigioniero di un'insoddisfazione palpabile. 

Troppi anni di operazioni sbagliate
La spiegazione è tutta da ricercare nella nuova realtà con la quale la dirigenza di casa Milan deve fare i conti: ormai il popolo milanista ha perso fiducia nella task force di mercato rossonera (praticamente il solo Adriano Galliani). Gli ultimi anni caratterizzati da una sfilza di operazioni dissennate, i pochi soldi a disposizione scialacquati nell’acquisto di giocatori poi prestati gratuitamente di qua e di là, i numerosi contratti pluriennali rinnovati a calciatori che adesso - a ragione - non vogliono più andar via dal Milan, hanno provocato questo status di diffidenza palpabile.

Destabilizzante inizio di mercato con il poker di no
Se ci mettiamo il traumatizzante inizio di mercato, con i 4 no rimediati in rapida sequenza, Ancelotti, Ibrahimovic, Kondogbia e Jackson Martinez, gli ultimi due addirittura nello stesso «bloody saturday» della storia rossonera, è facile capire come qualsiasi operazione conclusa da Galliani lasci comunque uno strascico di perplessità in una tifoseria disorientata.
Due operazioni concluse, gli acquisti di Bertolacci e Bacca, il rinnovo di De Jong e diverse altre in fase di definizione, Witsel, Baselli, Abdennour, perfino Ibrahimovic (malgrado tutto ancora in ballo per tornare a Milanello), eppure nessuna di queste che stia riscuotendo l'applauso compatto della tifoseria rossonera.

Dubbi su Bertolacci e sul rinnovo di De Jong
I mugugni che partono dal cuore pulsante del tifo milanista sono forti e chiari: Bertolacci è bravo ma è costato troppo e chissà se alla fine non sia stato fatto un favore alla Roma garantendogli i liquidi per pagare il riscatto di Nainggolan; il rinnovo di De Jong - per giunta un triennale - si poteva evitare, considerato l’apporto che l’olandese ha dato alla causa in questi suoi anni al Milan, oltre alla convinzione che nessuna squadra con ambizioni di vittoria - in Italia e in Europa - possa permettersi di avere uno profilo come quello di De Jong a fare il regista. 

Carlos Bacca, bomber pagato 30 milioni
Questo solo per ciò che riguarda gli affari a metà campo. Perché anche Bacca, nuovo bomber rossonero, ancora non arrivato a Milanello è già entrato nel mirino dei perplessi fans del diavolo.
L’operazione, conclusa nel weekend dopo l’accordo tra Milan e Siviglia che prevede il pagamento dell’intera clausola di rescissione (ben 30 milioni per liberare il bomber colombiano dal club andaluso), invece di scatenare l’entusiasmo tra i tifosi, ha dato vita all’ormai consueto dibattito sull’effettiva opportunità di chiudere un affare del genere.

Perplessità anche su Witsel
In effetti, Carlos Bacca è un centravanti capace di segnare tanti gol ma è una sorta di parvenu del calcio che conta, considerato che il colombiano è arrivato tardissimo alla ribalta internazionale. È per questo che, malgrado sia giudicato unanimemente un buon finalizzatore, sono in tanti a valutare un’enormità i 30 milioni della clausola rescissoria fissata dal Siviglia per un 29enne arrivato al grande calcio da appena due stagioni.
Stesso rilievo che viene mosso dai passionali tifosi del Milan nei confronti di una trattativa peraltro ancora in alto mare, quella per Witsel, centrocampista di qualità e sostanza dello Zenit San Pietroburgo, attorno al quale si è sollevato un vespaio di polemiche appena è venuta fuori la richiesta spropositata del club russo, oltre 40 milioni.

Laporte e Pjaca, giovani su cui investire
Arrivati a questo punto, per riconquistare una tifoseria comprensibilmente sconfortata, non basta aver trovato un discreto gruzzoletto da poter spendere sul mercato. Galliani avrà bisogno di piazzare una serie - non solo un paio - di operazioni vincenti, qualcuna anche in prospettiva (ad esempio il croato Pjaca oppure il francese Laporte del Bilbao) e concludere in tal modo un mercato da 10 e lode. 

Solo così finirà l’era delle critiche e si tornerà finalmente ad applaudire.