20 settembre 2019
Aggiornato 18:00

Le pagelle: Hamilton perde la lode per la sua arroganza

Nella guerra scoppiata tra i due piloti Mercedes, secondo i nostri voti, ha comunque ragione l'inglese. Sufficienze meritate anche per Ferrari, Williams e Lotus. E di incoraggiamento anche al povero Fernando Alonso

SHANGHAI – La Formula 1 è tornata alla normalità nel Gran Premio di Cina, con la Mercedes di nuovo imbattibile e la Ferrari all'inseguimento. Ma, se la gara non ha riservato molte emozioni in pista, fuori c'è stato da divertirsi, con lo scoppio della guerra tra i due compagni di squadra Lewis Hamilton e Nico Rosberg. Ecco nelle nostre pagelle, come si sono comportati i protagonisti a Shanghai.

LEWIS HAMILTON – voto 9. Ha dominato in lungo e in largo la gara e l'intero weekend, ha vinto in scioltezza, ma stavolta non si merita la perfezione. Non per quello che ha fatto in pista, ma fuori, nello scontro verbale in conferenza stampa con Nico Rosberg. Intendiamoci, secondo noi ha ragione Lewis: il suo lavoro è quello di vincere, non quello di far vincere il suo compagno di squadra. Ma quel sovrappiù di arroganza nelle parole rivolte al tedesco se lo poteva risparmiare. A nessuno piace chi non sa perdere, figuriamoci chi non sa vincere.

NICO ROSBERG – voto 6,5. Se fossimo cattivi, diremmo: prima di accusare gli altri, guardasse se stesso. Ora che si è reso conto di non essere all'altezza di Hamilton, cerca di mascherare la sua frustrazione bollandolo di scorrettezza. In questo caso, però, il nostro giudizio riguarda solo le prestazioni in pista: uno sfogo ci può sempre stare, anzi, contribuisce a rendere umani questi piloti sempre più robot. E poi, le rivalità interne ai team sono quelle che danno pepe alle gare, specialmente quando il team in questione è quello che domina incontrastato la Formula 1 da oltre un anno.

SEBASTIAN VETTEL – voto 8. Ha avuto ragione lui, per tutto il fine settimana. Prima quando avvertiva i tifosi di non farsi trascinare dai facili entusiasmi per la vittoria in Malesia, perché qui in Cina sarebbe stato tutto più difficile. Poi quando ha sostenuto che meglio del terzo posto, contro queste Mercedes, era impossibile fare. La Ferrari si è risvegliata dal bel sogno di Sepang, è vero, ma la realtà è fatta pur sempre di tre podi consecutivi nelle prime tre gare in rosso del tedesco. E quindi non è niente male neanche lei.

KIMI RAIKKONEN – voto 7. Occorre necessariamente fare una media. In gara il finlandese è stato ancora una volta maiuscolo: ha sfruttato le doti della SF15-T per portare a termine una rimonta fino al quarto posto tale da valergli anche i complimenti del team principal Maurizio Arrivabene. Ma il giorno precedente, in qualifica, ha di nuovo pasticciato, rendendosi la vita inutilmente difficile in vista della corsa. Un tempo era uno dei migliori piloti sul giro secco: sarebbe ora che si ricordasse come faceva. A quel punto sarebbe tornato un campione.

WILLIAMS – voto 7,5. Anche lei, come la Ferrari, ha avuto il suo bel sogno da cui doversi risvegliare. Quello dei test invernali, durante i quali si era persino illusa di poter lottare con Maranello per il secondo posto. Il risultato del GP di Cina rispecchia invece perfettamente la sua forza: quinto e sesto posto, ovvero la terza scuderia del Mondiale. Un risultato davvero brillante, comunque, se si considera che è la migliore delle squadre indipendenti, senza un grosso costruttore alle spalle.

LOTUS – voto 7. Settimo posto incoraggiante, quello della casa inglese, che pone fine a una lunghissima striscia negativa senza punti. Romain Grosjean ci ha messo del suo con un'ottima partenza, ma il miglior risultato del team da Austin 2013 è merito soprattutto dei lenti ma costanti miglioramenti apportati al pacchetto tecnico. Possono crescere.

FELIPE NASR – voto 8. Il piccolo brasiliano continua a stupire: dopo il quinto posto al debutto assoluto in Australia, arriva un ottavo che lo riporta in zona punti, frutto ancora una volta di una guida molto più matura di quanto la sua esperienza lascerebbe presagire. Sembra che sia nata una nuova stella.

DANIEL RICCIARDO – voto 5. Gran Premio insufficiente per l'australiano. Al sabato il settimo posto era un risultato realistico, considerata la non eccezionale competitività della sua Red Bull. Ma domenica prima ha compromesso la sua gara con una partenza al rallentatore, poi ha fermato la sua rimonta al decimo posto, risalendo al nono solo per il tardivo ritiro di Max Verstappen. In mezzo c'è stata la querelle con il compagno di squadra Daniil Kvyat, che ha rifiutato di cedergli la posizione mentre Ricciardo aveva gomme più fresche. Non è bello condividere il box con un pilota più giovane e scomodo, vero Daniel? Chiedi al tuo ex compagno Sebastian Vettel...

FERNANDO ALONSO – voto 6. La sua McLaren migliora, ma non ancora abbastanza. Intanto tutti se la prendono con lui: Niki Lauda lo definisce egocentrico, la presentatrice tv Paola Saluzzi gli dà dell'imbecille arrogante su Twitter (poi si scusa). Noi andiamo controcorrente con una sufficienza di incoraggiamento. Troppo facile sparare sulla croce rossa oggi: che l'iberico non sia un uomo squadra e abbia dei forti limiti caratteriali lo abbiamo sempre detto. Ma, chissà perché, quando era sulla cresta dell'onda in Ferrari non se ne ricordava mai nessuno.